venerdì 11 marzo 2016



Ecco i suoni che dalle Marche partono verso ogni possibile destinazione perché i confini non esistono per chi non si pone limiti. Come la morfologia terrestre di questa regione comprende ogni tipologia possibile è così anche per il carattere dei suoi abitanti che non manca di riflettersi anche nell’arte e nella musica che viene prodotta, sempre e comunque un vero “suono di marca” e di cui qui si va a trattare.   




VERDO - OUT OF FOCUS - 2016

  1. C.
  2. In This Land
  3. Resta poco spazio
  4. Ballad for an imaginary friend
  5. Darquita

Corrado Verdolini, in arte “Verdo” ci fa una bella sorpresa e pubblica un nuovo EP (il suo secondo) dal titolo “fuori fuoco” ma qui di sfocato in realtà non c’è un bel niente. Tutte le note e i suoni sono così ben caratterizzati e definiti che con buona pace dell’ascoltatore a essere fuori fuoco sarà proprio tutto il resto. Se ci concentriamo nell’ascolto e ci lasciamo conquistare (è del resto molto facile) sarà questione di un attimo dimenticarsi di ogni inutile cosa e nitide rimangono solo le canzoni di “Out of Focus”. Il poliedrico Verdo di queste tracce è l’autore “globale”, lui ha composto, suonato, registrato ogni cosa che andrete a sentire e non è poca cosa, in questi casi il rischio più grande è proprio quello di perdere di vista la concentrazione per quello che si sta facendo ma già lo si è detto qui è tutto ben pensato ed incastrato, gli strumenti dialogano fra loro come e meglio di quanto farebbero se a suonarli fossero persone differenti; ogni artista per definizione ha così tante personalità differenti a disposizione quante le fonti di ispirazione che sa trovare, Corrado sembra averne infinite. Si parte con il primo pezzo “C.” e gli intenti sono ben chiari, una melodia accattivante dolce quanto basta (una dolcezza ben mitigata dal raschiare lieve di una chitarra distorta che ogni tanto appare), da quale parte del globo ci troviamo? Sì perché i richiami sono alla west coast degli Stati Uniti. Segue “In This Land”, e la domanda del testo “how do you feel in this land?” è rivolta a tutti, “can you hear me”? Se avevamo iniziato in maniera spensierata (almeno nelle sonorità) adesso con il suono insistente e ripetuto della chitarra e dei tom della batteria un po’ di angoscia ci sale...e la domanda viene ripetuta in attesa di una risposta che non siamo in grado di dare. “Resta Poco Spazio” il terzo brano, l’unico in italiano, con un bell’incedere di chitarra acustica e trombe affronta nel testo il tema del mare e di chi nel mare si trova con il desiderio di ritornare a casa...forse sono contenute le risposte alle domande del brano precedente. Le stesse sonorità si ripetono anche nel seguente “Ballad For An Imaginary Friend” e ritorna anche la chitarra elettrica a destreggiarsi e reggere la conversazione tra chitarra acustica e tromba. I suoni acustici sembrano quelli che più fanno risaltare la capacità di bravo compositore di Corrado, l’essenzialità della bella melodia ricavata da un arpeggio e da successioni di accordi in armonia con un cantato delicato e che entra subito in mente, senza bisogno di ricorrere a facili e banali. L’ultimo brano “Darquita”, e viaggiamo di nuovo verso sponde lontane, magari siamo di nuovo in America ma un po’ (molto) più a sud di dove siamo partiti e facciamo conoscenza di questa Miss Darquita che con passo sicuro si muove così bene in mezzo a questi ritmi forse caraibici ma....attenzione non tutto è quel che sembra e ce ne accorgiamo quando riappare la chitarra distorta che ci vuol mostrare bel altro...e per finire ritorna la tromba che sembra sbeffeggiarci, si prende gioco di noi e capiamo così che qualcosa ci è sfuggito ma per capire cosa...non resta che ricominciare l’ascolto, dall’inizio!
  
per chi volesse Corrado “Verdo” Verdolini può essere contattato a questa e-mail :

corrado.verdolini@gmail.com