sabato 5 marzo 2016

LA MAZURKA CLANDESTINA
I "Two Half Dogs" durante una Mazurka Clandestina a Jesi
Mi chiedevano ieri informazioni circa la mazurka clandestina, non avendone mai sentito parlare volevano capire che cosa potesse succedere durante una mazurka clandestina, chi vi partecipasse e perchè. A dire il vero non è proprio semplice descriverla o parlarne perché, come tutte le cose che hanno a che fare con le emozioni (forti) la cosa migliore è viverle senza porsi domande, assaporare quello che di bello si ha la fortuna di incontrare per strada è il segreto per viverlo al meglio. Eppure qualcosa si potrebbe pure dire: ad esempio si può ricordare come ogni nostro paese abbia piazze, piazzette cortili e comunque spazi all'aperto il cui unico motivo di esistere è quello di essere stati creati affinché le persone potessero ritrovarcisi; se le piazze non sono frequentate possono benissimo cambiare nome e diventare parcheggi e questa è comunque la soluzione dietro l'angolo a cui spesso le amministrazioni pubbliche guardano per risolvere annosi problemi di ...traffico. Abbiamo dunque spazi che già ci appartengono ma di cui c'è il bisogno e purtroppo la necessità di riappropriarci perché...senza permessi niente è concesso. Dalle nostri parti c'è però anche dell'altro: siamo o non siamo il paese dei suonatori e canterini? Abbiamo gli strumenti musicali che sono stati costruiti per nient'altro che essere usati ma...attenzione a suonare, a meno che tu non sia dentro casa tua, devi avere un permesso...se sei in pubblico devi attenerti alle regole. E quali sarebbero poi queste regole? Scriviamone di nuove come ad esempio, uscite di casa e andate in piazza a suonare e a ballare, che le persone imparino di nuovo a stare insieme e che la musica possa essere di nuovo parte della vita. Anni fa passeggiando per le vie dei paesi se nelle case c'erano le finestre aperte poteva capitare, e capitava spesso, di sentire qualcuno cantare e quel canto ti accompagnava per un po' della tua strada; e se non era un canto era uno strumento che suonava. E' tempo di far rientrare dentro quelle case dalle finestre aperte tutta le musica che ne è uscita, che siano le strade dunque a risuonare e come l'eco di rimando quel che è arrivato tornerà indietro al punto di partenza. Ecco quello che succede con le mazurke clandestine, alcune persone si danno appuntamento in un luogo quanto più visibile e accessibile, si sparge la voce fra suonatori e ballerini e...a questo punto mancate solo voi che mai avete partecipato. Cosa è necessario avere con sé? Scarpe comode, ovvio, e magari anche cibo e bevande perché è vero che c'è un orario prefissato per l'inizio ma fino a quando si può andare avanti mica è dato saperlo. Gira la voce che i suonatori di organetto per farli smettere li devi abbattere fisicamente, che sia vero? E chi non sa ballare? Non saprei non ho mai incontrato nessuno che non sapesse ballare, tutt'al più che non avesse voglia di ballare ma a questo c'è rimedio. Il video che vedete qui sotto è qualcosa di molto simile ad una Mazurka Clandestina, siamo ad Ancona e ci sono alcuni tra i musicisti ormai abitudinari per questo tipo di occasioni, ce n'è anche uno con la maglia dei Ramones e ...è facile capire chi sia. Giusto per dare una informazione in più quello che stanno suonando (e ballando) è una bourrée a due tempi, che è anche semplice da imparare per cui ne metto anche una da me composta su testo di Victor Hugo così potete esercitarvi prima della prossima Mazurka Clandestina.