sul sito di radiocoop una recensione del mio album "qualcuna giunta a destino" a firma Antonio Bacciocchi (storico batterista dei Not Moving), un grande onore per me.
Stranger! If you, passing, meet me, and desire to speak to me, why should you not speak to me? And why should I not speak to you? (Walt Whitman 1819-1892 Leaves of Grass 1900)
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martedì 24 novembre 2015
lunedì 23 novembre 2015
Padova –
22 novembre 2015 – 8° forum volontari della lega del filo d'oro –
Talento
Sociale e Contagio; mi è stato chiesto di portare una mia
testimonianza a riguardo dei temi oggetto del forum; mi è
stato indicato che avrei dovuto sviluppare in particolar modo il
“talento”, non ho fatto in tempo a chiedere il perché, la
risposta era già pronta : “tu di talenti ne hai tanti”.
Ohibò, e
qui tocca rifletterci: davvero? Be’ sicuramente se avere
difficoltà a trovare una scusa per non dire di no è un talento
allora in effetti sì ho molto talento!
Eppure la
combinazione delle tre parole mi è sembrata essere come il cartello
che segnala l’autostrada a tre corsie promettendo una strada che
poteva portare molto lontano nel ragionamento e nella analisi, non
poteva dunque che interessarmi e piacermi.
Definizione
: “caratteristica per cui una persona è distinguibile dalle altre
nell’affrontare in modo diverso sfide o comunque prove anche
quotidiane - capacità di porsi di fronte ad una attività in modo
del tutto differente rispetto alla maggioranza delle persone - segno
di riconoscimento, fisico o mentale, che rende chi lo possiede unico
rispetto a tutti gli altri “normali” – l’essere dotato di una
non normale abilità per cui i “soliti” mezzi di comunicazione
risultano poco idonei – l’essere unici in un ambiente costituito
da tante persone tutte uguali” ; ora, partendo da questa
definizione secondo voi stiamo parlando di chi ha una disabilità o
di chi ha un talento? E’ possibile entro certi limiti descrivere
entrambi nello stesso modo.
TALENTO =
ABILITA’ DIFFERENTE per…
DISABILITA'
= ABILITA’ DIFFERENTE per…
Tutto
questo ragionamento però non l’ho fatto certamente all’inizio
del mio percorso come volontario che inizia nel 2007 ad Osimo, non
potrei indicare quali siano realmente le motivazioni che mi hanno
spinto ad avvicinarmi a questo tipo di volontariato, forse perché
non si dovrebbe neanche avere una motivazione per fare quello che
semplicemente dovrebbe essere una caratteristica dell’essere umano;
ed ecco apparire anche il secondo termine “SOCIALE” (sociale
agg.
[dal lat. socialis,
der. di socius,
v. socio])
.
– ; l’uomo non nasce per vivere in solitudine, l’essere sociale
implica in tutti i mondi animali il relazionarsi tra individui della
stessa specie e se è vero che noi tutti facciamo parte di una unica
specie, quella umana, significa che per nostra natura non possiamo
fare a meno di intrecciare rapporti con gli altri. Il mezzo per
realizzare tutto questo, e vivere “sociale”, è uno solo: avere
la voglia (e i mezzi) per comunicare con gli altri. La comunicazione
è il mezzo attraverso cui la società si concretizza, avere
l’abilità (il “TALENTO?”) di saper comunicare è la chiave per
vivere bene; ciò non significa solamente
essere
in grado di trasmettere il senso compiuto di ciò che vogliamo dire,
bisogna sapere anche capire
quello
che gli altri dicono a noi.
Quello
che comprendi non può crearti diffidenza o paura, quello che
comprendi è quello con cui puoi entrare in relazione.
Mi
aspettavo, facendo il corso da volontario, di poter apprendere
qualcosa in più che mi aiutasse a superare quella paura nei
confronti di semplici estranei che mi capitava ogni tanto di
incontrare in giro; il mio desiderio è stato realizzato e devo dire
che ho imparato tanto, non solo sugli altri ma anche su me stesso.
Quando
termina l’apprendimento teorico, dopo che tutte le istruzioni
possibili ti sono state date arriva il momento della pratica con la
domanda “e adesso? In che modo posso mettermi in gioco? Quali sono
le mie capacità, le mie finora nascoste doti che posso mettere a
servizio di chi ne ha bisogno? “
Non
ci poteva essere risposta, non puoi sapere quello per cui sei più o
meno portato, è facile sapere quello che a te piace fare, è facile
immaginarti bravissimo in qualcosa o capacissimo di fare anche
l’impossibile ma… sono gli altri che ti daranno la conferma
necessaria.
Cosa
so fare? Cosa mi riesci bene? Non so, intanto ci sono, eccomi …
senza iniziare a camminare non ci si può dirigere da nessuna parte.
“Quello
che a me piace fare” è comunque un buon punto di partenza.
Mi
piace l’arte in tutte le sue forme e guarda caso tra le attività
proposte c’era anche un bel laboratorio teatrale, durante il corso
da volontari ci hanno fatto vedere alcuni video di questo gruppo
teatrale, forse magari un contributo che non fosse solo la presenza
potevo anche darlo.
Se
all’inizio la cosa che mi sembrava più importante era quella di
ESSERCI fisicamente, far sentire la presenza, un po’ come un
appoggio disponibile, un appiglio in caso di necessità (e continuo a
pensare a questo come una cosa importantissima comunque), nel tempo
ho cercato di avere un ruolo più attivo proponendomi anche per il
FARE e non solo per l’ESSERE.
Da
8 anni faccio dunque parte del gruppo teatrale che si chiama “IL
CANTIERE DEI SOGNI” e visto che tra le altre cose mi piace scrivere
canzoni negli
ultimi anni ho scritto alcune canzoni per i nostri spettacoli come
per la TEMPESTA di Shakespeare che abbiamo portato in scena diverse
volte sempre con successo e dove io ho avuto l’onore di suonare
insieme a Milena che con la sua voce e il suo TALENTO dà senso a
tanto di quello che io faccio, con Milena abbiamo poi suonato
un’altra mia canzone nello spettacolo “SIAMO FATTI DELLA STESSA
SOSTANZA DEI SOGNI” in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni
della Lega. In tanti anni del nostro laboratorio abbiamo tutti avuto
una evoluzione notevole, nel passato più o meno l’importante era
esserne parte, oggi invece per ciascuno l’esserci è diventato
naturale e scontato, il vero impegno preso è quello del fare tutti
insieme e mettere insieme le capacità di ciascuno (TALENTI) per la
riuscita collettiva (SOCIALE) di quello che tutti contribuiamo a far
nascere e sviluppare. Lo spettacolo a cui stiamo lavorando ora “ORFEO
e EURIDICE” è nato di comune accordo, sono stati consultati tutti
i componenti del gruppo e si è fatta una votazione, ciascuno ha
fatto le sue osservazioni ed il risultato, che sarà sicuramente
ottimo, apparterrà a tutti.
Che
forse siamo stati tutti contagiati? contàgio
s.
m. [dal lat. contagium,
der. di contingĕre
«toccare,
essere a contatto, contaminare», comp. di con-
e tangĕre«toccare»].
–
Tutte
le parole possono avere diversi significati a seconda di come le
usiamo, l’esempio più calzante è proprio la parola “CONTAGIO”
che in genere viene usata in modo negativo, il contagio dall’altro
lo si subisce e spaventa perché subito si pensa alla malattia, quel
che viene dagli altri è sicuramente negativo; ma noi siamo fortunati
perché possiamo scegliere e se siamo consapevoli di quello che
vogliamo trasmettere e/o ricevere è a un buon contagio che puntiamo.
Tutti
noi qui presenti abbiamo in comune un percorso formativo che inizia
nel momento stesso in cui abbiamo iniziato a conoscere diverse
problematiche comuni a tante persone, tutti noi abbiamo avuto e
possediamo la stessa curiosità che ci spinge a non fermarci a quella
che è l’apparenza delle cose ma piuttosto siamo spinti dalla
voglia di capire e dalla voglia di fare.
TALENTO
SOCIALE e CONTAGIO perché guardandoci ciascuno di noi sa di avere
una caratteristica unica e particolare che sarebbe del tutto inutile
e sprecata se non condivisa con chi abbiamo intorno, e chi abbiamo
intorno aspetta solo di essere contagiato da quello che è un buon
senso umano, niente più.
Siamo
tutti foglie mosse dallo stesso vento - siamo foglie e mettiamo ali
alle nostre radici
lunedì 16 novembre 2015
Radio Free ha aggiornato la classifica dei più votati e dopo tante settimane la mia "a spasso con il mio coccodrillo" è sempre lì e questa è una bella soddisfazione; ancor di più è vedere comparire anche un'altra mia canzone nella stessa classifica "la raganella".
Sempre una questione di animali dal colore verdastro si tratta!
Si può sempre votare inviando una mail con indicato il nome della canzone o dell'autore a "votaartista@radiofree.it "
Se volete ascoltare la radio e/o visualizzare la classifica aggiornata potete andare a questo indirizzo :
http://www.radiofree.it/wordpress/index.php/vota-la-tua-top-free/
ed ecco la mia prefazione per il libro di Monica Pasero "Le avventure di Lillo il coccodrillo":
Cosa succede quando quello che immaginiamo, sappiamo per certo non esistere? Eppure questa è solo un’altra di quelle domande che non prevedono risposta, tutt’al più qualche momento di riflessione ma niente più.
La brava Monica Pasero di sicuro non si pone il problema di cosa possa o non possa esistere, ma guarda direttamente dentro di sé, fino a scoprire tutto un mondo di personaggi ciascuno così tanto reale, così ben descritto e dotato di così spiccata personalità tanto da pensarli alle prese con la vita di tutti i giorni, quella reale in cui ciascuno di noi è immerso distrattamente senza neanche accorgersene. Quella che non concede pausa alcuna né di riflessione né di ripensamento, ma che spinge affinché si vada avanti senza neanche domandarsi se è la nostra la strada che stiamo percorrendo. Cosa c’è di inusuale in tutto questo? I personaggi con cui voi lettori andrete a confrontarvi, hanno tutte le più belle caratteristiche degli esseri umani. Le qualità che ci fanno dire di essere migliori degli animali perché non ci comportiamo come tali ma... questi personaggi sono tutti animali! Qualcosa non torna.
I pochi umani presenti, sono poco più che un contorno di quasi nessuna importanza, non sono loro i protagonisti e capirete fin dall’inizio che tutta la scena è per questi strani animali così loquaci e capaci di ogni azione venga loro in mente.
Dicono che un vero scrittore non abbia una vita propria in quanto troppo impegnato a vivere quelle dei suoi personaggi: quante vite contemporaneamente starà dunque vivendo la nostra Monica?
Probabilmente ciascuna di quelle raccontate fra queste pagine, e con esse può piangere o ridere insieme alla strana banda che è riuscita a far incontrare.
E adesso a voi che leggerete le pagine a seguire: siete sicuri di essere pronti a vedere con altri occhi gli animali che d’ora in poi vi capiterà di incontrare nelle vostre giornate? Niente di quello che è descritto è impossibile, anzi ad uno sguardo attento è tutto molto probabile, se non già capitato direttamente anche a voi.
Seguendo la tradizione di tanti altri grandi scrittori che hanno dato voce a svariati animali, Monica aggiunge del suo e tratteggia personalità così forti che sarà per voi naturale riconoscere prima o poi i tratti fisici di qualcun altro (animale o non) di vostra conoscenza, vi verrà sicuramente da domandarvi: e Filippo come commenterebbe questo fatto? O ancora: questo piacerebbe sicuramente a Trippa... ma non abbiate così tanta fretta, saprete presto chi sono sia Filippo che Trippa che il loro più grande amico Lillo, e insieme a loro tanti altri che di sicuro vi faranno innamorare. La grandezza di uno scrittore sta nel farci dimenticare che stiamo semplicemente leggendo un libro stampato, una volta che ci ha preso per mano fin dalle prime righe riesce con padronanza a farci perdere del tutto fino a quando non ci conduce alla parola fine; ecco Monica Pasero riesce perfettamente a ospitarci in questo percorso di nuove scoperte, e sotto la sua guida sarà un piacere smarrirsi tra le parole. Si possono creare magie con le parole e la più grande di tutte è far apparire intorno a noi cose che non avremmo neanche sognato prima anche perché… “ma come: non ti è mai capitato di immaginarti a spasso con un coccodrillo?” “No, finora mai, ma da oggi in poi…”
Avanti, spalancate le porte che Lillo sta per entrare nel vostro mondo.
Grazie Monica.
La brava Monica Pasero di sicuro non si pone il problema di cosa possa o non possa esistere, ma guarda direttamente dentro di sé, fino a scoprire tutto un mondo di personaggi ciascuno così tanto reale, così ben descritto e dotato di così spiccata personalità tanto da pensarli alle prese con la vita di tutti i giorni, quella reale in cui ciascuno di noi è immerso distrattamente senza neanche accorgersene. Quella che non concede pausa alcuna né di riflessione né di ripensamento, ma che spinge affinché si vada avanti senza neanche domandarsi se è la nostra la strada che stiamo percorrendo. Cosa c’è di inusuale in tutto questo? I personaggi con cui voi lettori andrete a confrontarvi, hanno tutte le più belle caratteristiche degli esseri umani. Le qualità che ci fanno dire di essere migliori degli animali perché non ci comportiamo come tali ma... questi personaggi sono tutti animali! Qualcosa non torna.
I pochi umani presenti, sono poco più che un contorno di quasi nessuna importanza, non sono loro i protagonisti e capirete fin dall’inizio che tutta la scena è per questi strani animali così loquaci e capaci di ogni azione venga loro in mente.
Dicono che un vero scrittore non abbia una vita propria in quanto troppo impegnato a vivere quelle dei suoi personaggi: quante vite contemporaneamente starà dunque vivendo la nostra Monica?
Probabilmente ciascuna di quelle raccontate fra queste pagine, e con esse può piangere o ridere insieme alla strana banda che è riuscita a far incontrare.
E adesso a voi che leggerete le pagine a seguire: siete sicuri di essere pronti a vedere con altri occhi gli animali che d’ora in poi vi capiterà di incontrare nelle vostre giornate? Niente di quello che è descritto è impossibile, anzi ad uno sguardo attento è tutto molto probabile, se non già capitato direttamente anche a voi.
Seguendo la tradizione di tanti altri grandi scrittori che hanno dato voce a svariati animali, Monica aggiunge del suo e tratteggia personalità così forti che sarà per voi naturale riconoscere prima o poi i tratti fisici di qualcun altro (animale o non) di vostra conoscenza, vi verrà sicuramente da domandarvi: e Filippo come commenterebbe questo fatto? O ancora: questo piacerebbe sicuramente a Trippa... ma non abbiate così tanta fretta, saprete presto chi sono sia Filippo che Trippa che il loro più grande amico Lillo, e insieme a loro tanti altri che di sicuro vi faranno innamorare. La grandezza di uno scrittore sta nel farci dimenticare che stiamo semplicemente leggendo un libro stampato, una volta che ci ha preso per mano fin dalle prime righe riesce con padronanza a farci perdere del tutto fino a quando non ci conduce alla parola fine; ecco Monica Pasero riesce perfettamente a ospitarci in questo percorso di nuove scoperte, e sotto la sua guida sarà un piacere smarrirsi tra le parole. Si possono creare magie con le parole e la più grande di tutte è far apparire intorno a noi cose che non avremmo neanche sognato prima anche perché… “ma come: non ti è mai capitato di immaginarti a spasso con un coccodrillo?” “No, finora mai, ma da oggi in poi…”
Avanti, spalancate le porte che Lillo sta per entrare nel vostro mondo.
Grazie Monica.
Silvano Staffolani… o forse Gigi.
lunedì 9 novembre 2015
capita che c'è un bel libro in uscita e capita anche che io diventi uno dei personaggi protagonisti con tanto di mia versione "fumetto" in copertina. Il tutto nasce dalla mia canzone "a spasso con il mio coccodrillo" e tanto è bastato alla brava scrittrice Monica Pasero per lasciarsi ispirare e creare dunque tutta una banda di personaggi alquanto singolari e divertentissimi. Chi avrà la fortuna di leggerlo ne sarà entusiasta, non può essere altrimenti. P.s. nella storia mi trovate sotto il nome di "Gigi" :-)
Buona e avvincente lettura a tutti voi.
venerdì 6 novembre 2015
martedì 3 novembre 2015
Capisci di essere fortunato quando ti capita di incontrare per caso uno di quei cantori tradizionali che vengono da un altro tempo, che si mostrano al richiamo di suoni che per loro sono stati il presente per così tanti anni ed oggi rischiano di diventare il passato. "Fatemi cantare per un po'" dice e così si fa un breve tratto di strada insieme, piacevolmente. L'età se impolvera lo spirito lo fa maldestramente ché bastano poche note per far riemergere tutta la carica e l'energia che altrimenti sarebbero rimaste beatamente nascoste. E' tempo di scrollarci tutti la polvere di dosso ci vuole davvero poco. Infinite grazie RINO di Genga ci sarà modo di fare altra strada insieme.
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