giovedì 28 aprile 2016


Ecco il servizio a cura di Carlo Bragoni andato in onda all'interno del programma "Buongiorno Regione" di RAI 3 il giorno 22 aprile 2016 - MUSICA MADE IN MARCHE - con i cantautori Silvano Staffolani, Stefano Magnanelli e Alessandro Pellegrini.


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martedì 26 aprile 2016

sabato 30 aprile 2016 intorno alle ore 18:00 la compagnia "il cantiere dei sogni" di cui faccio parte sarà di nuovo in scena con Orfeo e Euridice, il teatro sarà il comunale di Caldarola e sarà come esibirsi all'interno di una bomboniera per quant'è bello e particolare, in realtà abbastanza normale per le Marche ché di teatri storici di questo tipo ne ha innumerevoli. Sarà di nuovo magia e emozione, il teatro in fondo è anche questo, rendere possibile quello che solitamente non lo è e trasmettere sensazioni essenziali per prenderci cura di quelli che sono i nostri sentimenti, al meglio. Quello che metteremo in scena è il risultato di un lungo lavoro, iniziato anni fa come un semplice "laboratorio teatrale" e cresciuto piano piano fino a diventare un "cantiere" come suggerito dal nome della compagnia; "dei sogni" perché è proprio quello che mettiamo in scena. Il mio ruolo sarà quello di Ermes il messaggero, e dovrò accompagnare Orfeo nelle sue peregrinazioni alla ricerca della sua amata Euridice, purtroppo perduta. La colonna sonora comprende diverse mie composizione e alcune saranno eseguite dal vivo. Se verrete sarete testimoni di qualcosa di veramente bello. 



lunedì 25 aprile 2016


“RADIO KILLED THE VIDEO STAR...ON MONDAY”
La rubrica “Radio killed the video star...on monday” si occupa di quelle radio (web-radio e fm-radio) che gratuitamente offrono spazio alla musica emergente /indipendente, nel tentativo di dare visibilità a certe sonorità per il solo piacere di farlo; con lo stesso piacere anche se con un po’ di timore, quest’oggi siamo in compagnia di una vera radio pirata: la Black Pirates Radio.
In realtà i pirati sono ben mimetizzati in mezzo a noi e a volte è difficile poterli distinguere, agli albori della storia della radio molte di quelle prime emittenti trasmettevano senza autorizzazione, in una sorta di sfida; da cui proprio il nome “radio pirata” come un vascello che naviga libero e sempre pronto a tentare l’arrembaggio agli ascoltatori che per caso (o volutamente) si trovino a passare dalle loro parti. Oggi, in mezzo ai “network” e alle grandi realtà industriali rappresentate dalle radio nazionali, chiunque tenta di diventare megafono per una voce diversa, fuori dal coro, diventa automaticamente pirata, proviamo con qualche domanda a capire se e quanto possono essere cattivi…
La storia di Black Pirates Radio assomiglia un po’ anche alle storia di una band musicale, quattro amici che si ritrovano (possibilmente in un bar) e discutono della passione che hanno in comune: la musica, solo che voi anziché suonarla la divulgate trasmettendola alla radio. Dunque non dietro uno strumento ma dietro un microfono, senza cantare peraltro ma con tanto da dire, ci raccontate l’emozione di parlare potenzialmente ad un pubblico sterminato attraverso il web?
La nostra storia assomiglia assolutamente a quella di una band alle prime armi che si arrangia con quello che ha. Inizialmente nel 2010 eravamo una web radio pirata di liceali, pirata a tutti gli effetti perché trasmettevamo senza autorizzazione fra le tante altre cose. Ha iniziato da solo il nostro Baldo DJ in regia, trasmettendo suoi mash up, rotazioni musicali senza parlato. Poi si è aggiunto Fillo come primo speaker, successivamente sempre ai microfoni Beltra ed infine io (Fede). Trasmettevamo dalla camera da letto di Fillo con quello che avevamo: poco spazio, un mixer, un computer, 3 o 4 microfoni, ma molto cibo che ci portava la nonna di Fillo. Nonostante le poche risorse materiali abbiamo coinvolto amici e band locali di ragazzi nelle puntate di Black Pirates Radio, in questo modo abbiamo avuto il nostro primo approccio con l’underground bolognese. Successivamente nel 2012 siamo venuti a contatto con radio Flyweb, radio web bolognese all’interno della Cisl, in particolare con il mitico direttore artistico Matteo “Teo” Cimatti, e abbiamo iniziato il nostro arrembaggio agli ambienti istituzionalizzati del sindacato. Black Pirates Invasion il nostro programma: niente politica, tanta musica, tutta indipendente, interviste telefoniche con band da tutta Italia e live unplugged in studio con le band locali. Ovviamente tanta ironia e intrattenimento, tutto sul web.
Bisogna necessariamente essere pirati per potersi appropriare di uno spazio nel mondo delle radio? 
Effettivamente per quello che riguarda il mondo delle FM credo che lo spazio proprio non ce ne sia ma nel web? Per come abbiamo vissuto noi il fenomeno radiofonico, la radio è web. Le limitazioni editoriali quasi non esistono, ognuno può dire quello che vuole con l’utilizzo di solo un computer e un microfono. Questa libertà di informazione assoluta e diretta certo può avere dei lati negativi quanto a qualità e contenuti delle varie emittenti, ma la parola ultima spetta poi all’ascoltatore: se piaci hai seguito, altrimenti gli ascolti mancano. I social possono essere un ottimo strumento di promozione anche per le radio web, non solo per le band. Quello in FM è un ambiente diverso in cui abbiamo avuto il piacere di lavorare, ma che di certo, inevitabilmente, pone dei limiti.
Arbi (Filippo Arbizzani) 
C’è una similitudine per quanto riguarda la possibilità di venire fuori e farsi sentire, sia per le web radio che per quella che viene definita musica emergente. A chi di voi quattro è venuta l’idea di promuovere la musica indipendente? Baldo (Alessandro Rovinalti), Arbi (Filippo Arbizzani), Beltra (Andrea Beltrame) e Arto (Federico Artoni) fammi capire: in che modo vi dividete i compiti? 
Ci è venuto spontaneo coinvolgere e pubblicizzare band locali in ambito studentesco sin dagli inizi. Io e Fillo ci occupiamo maggiormente del lato organizzativo, quindi contatti con gli uffici stampa, pubblicazione di contenuti sui social e gestione delle varie pagine, organizzazione delle puntate e delle interviste. Baldo è la mente tecnica, il deus ex machina, si occupa della regia e di tutto ciò che riguarda la trasmissione del programma. Con l’ingresso in radio Flyweb ci siamo trovati di fronte un ambiente con un indirizzo editoriale fondamentale di base: trasmissione di solo musica indipendente. Ci siamo trovati a nozze e siamo stati contenti di dare spazio e pubblicità a musica con poca visibilità.
Nel vostro programma riuscite a dare un bello spazio all’artista ospite con lunghe interviste, un modo per conoscere meglio i nuovi autori; che idea vi siete fatti di chi attualmente produce musica in Italia? 


Cerchiamo di dare maggiore visibilità possibile alla musica e all’autore, sia dal punto di vista musicale che per quanto riguarda il concetto e il contenuto che sta alla base del prodotto artistico. Nella giungla del panorama indipendente italiano ci sono molti ragazzi con tanta voglia di fare che hanno semplicemente voglia di suonare ed esprimere sé stessi. Molto spesso questo non viene considerato dai produttori, limitandosi al lato economico della vendibilità dell’artista.
Alcuni dei vostri intervistati sono già piuttosto affermati, secondo la vostra esperienza è più difficile intervistare il perfetto sconosciuto o chi è già relativamente famoso? 
Arto (Federico Artoni)
La difficoltà nell’intervistare l’artista di spicco sta solo nel timore reverenziale che inevitabilmente si finisce un po’ per provare, abbiamo conosciuto persone davvero disponibili e gentili: Roy Paci, Punkreas, Modena City Ramblers, Paolo Belli. Gli snob, gli arroganti o i fenomeni li abbiamo davvero dovuti contare sul palmo di una mano.
L’intervista impossibile (sempre rimanendo in tema di musica) che vorreste realizzare?
Ci piacciono molto i personaggi particolari e stravaganti. In ambito bolognese ci piacerebbe molto intervistare il mitico Beppe Maniglia o il discusso rapper Trucebaldazzi, anche il romano Richard Benson sarebbe un soggetto interessante. L’intervista da sogno: Roberto Freak Antoni degli Skiantos, purtroppo impossibile. Abbiamo provato a contattare anche Gianni Morandi, ma purtroppo non ci ha risposto!
Secondo voi ci sono dei generi musicali che si possono definire caratteristici di questi anni?
Baldo (Alessandro Rovinalti) 
Inevitabilmente la tecnologia influenza anche il modo di fare musica, l’ambito indipendente non è da meno. Le basi e le sonorità electro per esempio sono una costante del ventunesimo secolo. In ogni caso rock e cantautorato classico rimangono nonostante tutto. Va poi molto di moda l’indie, termine decisamente abusato, ma per intenderci citiamo su tutti i bolognesi de Lo Stato Sociale.
Le grandi radio sono sempre pronte a passare emergenti che vengono dal più sconosciuto angolo del pianeta (ehm…) ma difficilmente si occupano di quelli italiani...escludendo il fattore del ritorno economico possono esserci altri motivi secondo voi? La qualità che viene dal nostro paese è veramente così inferiore? 
Beltra (Andrea Beltrame) 
Trasmettere per la maggior parte artisti stranieri credo sia dovuto principalmente al fascino per l’estero. Abbiamo band e artisti italiani di qualità sicuramente non inferiore ad anglo-americani. Inoltre ce n’è veramente per tutti i gusti, le band italiane coprono davvero qualsiasi genere musicale: dal rap al rock, dal raggae al jazz, passando per il funky, il patchanka e il latin. Un fattore da non sottovalutare è anche la portata globale della lingua: con testi in inglese riesci ad allargare il tuo bacino di ascolto, cosa non possibile se si preferisce usare l’italiano. Personalmente però comprendo e appoggio i testi in italiano perché sono di immediata comprensibilità per l’ascoltatore.
Tramite il podcast le vostre trasmissioni possono essere riascoltate in ogni momento e da qualsiasi parte del mondo, una bella opportunità ed anche una bella responsabilità, vi è mai capitato di pensare “questa è meglio se la cancelliamo”? 
Il podcast è di un’utilità spaventosa! Se perdi la puntata la puoi riascoltare dove e quando vuoi su mixcloud, soundcloud, ecc. Non abbiamo mai cancellato nessuna puntata, anche se pietosa. Niente censure, tutto disponibile sin dagli albori del programma.
Federico Cimini con i pirati
Siae, copyleft, creative-commons...da pirati intenditori quale pensate possa essere la direzione per la libertà?
Più che direzione per la libertà crediamo sia da intraprendere una strada per l’equità: maggiori diritti e tutele per gli artisti. È veramente ingiusto che su una singola riproduzione di un brano su Spotify al musicista vadano solamente dai 0,006 ai 0,0084 dollari mediamente. A maggior ragione pensando a quante riproduzioni possa puntare un emergente. Quello delle royalties poi è solo una sfaccettatura di una situazione molto più complessa. Senza essere pessimisti, poi, c’è da dire che delle esperienze positive esistono: pensiamo alle licenze creative commons (anche se non diffusissime), ma soprattutto alle piattaforme di crowdfunding che permettono al musicista l’abbattimento dei costi di produzione e una maggiore sensibilizzazione dell’ascoltatore-mecenate.
Una web-radio come la vostra, nel presentare musica indipendente ed aiutando chi, molto spesso, produce musica per passione, ha una funzione sociale che - anche se non riconosciuta ufficialmente - riveste molta importanza dal punto di vista culturale, non sarebbe dunque sciocco poter pensare che vi debbano essere indirizzati fondi dallo stato o comunque sgravi che possano favorire la vostra attività, vi è mai arrivato un qualche segnale in tal senso?
Possiamo affermare per certo che a far radio non si campa, facciamo tutto da volontari, come hobby. Prevedere degli sgravi o delle agevolazioni per le web radio non sarebbe una cattiva idea, ma non credo sia fattibile al momento data la situazione economica.
Baldo (Alessandro Rovinalti)  con William Manera
Per la serie “adotta un emergente” ci consigliereste qualcuno da andare subito ad ascoltare?
Vi consigliamo assolutamente di andare ad ascoltare Federico Cimini, cantautore meridionale, oltre che un amico. In zona bolognese potete trovare altri due cantautori, William Manera e Tizio Bononcini. In ambito rock, io (Fede) vi consiglio di andare a sentire almeno una volta nella vita i Verdena.
Un contatto per chi volesse inviare del materiale da poter essere poi trasmesso? 
Inviate brani e una breve descrizione a blackpiratesradio@yahoo.it, siamo anche sui principali social (facebook, twitter, google+, youtube). Cogliamo anche l’occasione per invitarvi a venirci a trovare in studio a Bologna, in via Amendola 2, vicino alla stazione. Radio Flyweb è un progetto aperto a tutti, giovani e non, che consente anche a chi è alle prime armi con regia e speakeraggio di fare esperienza in studio e ai vari eventi live che organizziamo. Per qualsiasi informazione potete visitare www.radioflyweb.it e non esitate a scriverci all’indirizzo mail radioflyweb@gmail.com.
Avete una raccomandazione da dare prima che vi inviino i loro pezzi?
William Manera + Tizio Bononcini live alla radio
Chiarezza e sintesi, niente bio romanzesche o scherzose, brani registrati in qualsiasi formato. L’importante è che non siano registrati col cellulare.
Il modo migliore per ascoltare Black Pirates Invasion?
Collegarsi a www.radioflyweb.it ogni giovedì in diretta alle 20! Siamo in replica anche ogni domenica e martedì alle 16. Potete ascoltarci ovunque, radio Flyweb infatti è anche su TuneIn. Per podcast e altre informazioni passate dalla nostra pagina facebook www.facebook.com/BlackPiratesInvasion. Be pirates!


i quattro pirati



e ora ecco gli artisti che i Pirati ci hanno consigliato :

Federico Cimini

William Manera

Tizio Bononcini









sabato 23 aprile 2016


BALLIAMO PER SENTIRCI LIBERI

piedi che ballano ,
piedi che portano le tracce di un passato e guardano al futuro
piedi che saltano ,
piedi che corrono ché il destino ha fretta di essere raggiunto
piedi che esitano,
piedi che qualche volta non sanno che strada prendere
piedi che scappano,
piedi a cui tocca decidere da che parte stare
piedi che rallentano,
piedi che tengono il ritmo di ogni battito del cuore
piedi che c'erano
piedi che l'impronta che lasciano non va più via
piedi che ci saranno
ma soprattutto
piedi liberi
i nostri piedi

giovedì 21 aprile 2016



Ecco i suoni che dalle Marche partono verso ogni possibile destinazione perché i confini non esistono per chi non si pone limiti. Come la morfologia terrestre di questa regione comprende ogni tipologia possibile è così anche per il carattere dei suoi abitanti che non manca di riflettersi anche nell’arte e nella musica che viene prodotta, sempre e comunque un vero “suono di marca” e di cui qui si va a trattare.   


MASQUERADE TRIO - BAL FOLK


Seguitemi per un po’ che, se vorrete, ci dirigiamo insieme verso il nord della Marche, in una delle tante serate a ballo in uno dei tanti posti dove i Masquerade Trio sapientemente dirigono le danze armati dei loro strumenti, tra bottoni pigiati e pennate di corde; pare già di sentirla la musica e i piedi che veloci si muovono sull’antica e moderna pista da ballo dove tra incroci e scambi, rincorse e finti scambi i ballerini sorridenti si lasciano condurre, e vagano nello spazio ristretto come onde eleganti e sinuose...aspettate...c’è una conversazione da ascoltare :  
“...ti dispiace ripetermelo ancora? Saremmo venuti a Pesaro a fare che? “
“Ancora? Siamo venuti a sentire i Masquerade Trio, questa è una serata di Bal Folk con buona musica, ci si diverte”
“Dici? Non saprei...sono tutti così stranamente allegri e sorridenti...mica mi sembra normale”
“Ma no, ma no, è più che normale durante le serate a ballo, la gente ci viene proprio per questo, non preoccuparti, piuttosto sbrigati che stanno iniziando”

“...preferirei prima ambientarmi un po’, che tra l’altro non so neanche ballare”
“Non esiste chi non sappia ballare, è come dire non saper camminare, non saper correre, non saper vivere, è impossibile...è una cosa più che naturale, vieni vieni”
“Bal Limousine” e subito si forma un cerchio e tenersi per mano, ondeggiando in avanti e indietro le braccia, aiuta a prendere il ritmo e far sì di riuscire a seguire il passo tutti insieme, un poco camminando e un poco saltellando fino a incrociarsi gli uomini al centro e con le donne da destra a sinistra passano davanti all’uomo, giusto il tempo di guardarsi negli occhi, un rapido sorriso e si scorre più avanti...
“guarda che io non ci ho capito niente, chi ti passa davanti, chi va a destra e chi gira a sinistra e secondo te sarebbero balli facili?”
“E’ che questo serviva da riscaldamento vedrai il prossimo andrà meglio”
“Bourrèe En Motet + Bourrée De Marrakech (Bourrée 2t)” la bourrée è un ballo strano, dove i ballerini si fronteggiano e imitando il movimento di una molla si avvicinano e si allontanano senza mai toccarsi, fino a scambiarsi di posto, come conquistando la posizione avversaria per...perderla nuovamente da lì a poco e ritrovarsi al punto di partenza.
“Visto? te lo dicevo che sarebbe stato più facile”
“facile? non direi, a me sembra che mi stiano prendendo in giro, non appena mi sembra di capire come funziona...cambiano il passo! Ma...quella chitarrina a quattro corde che sarebbe?”
“l’ukulele...non è propriamente comune sentirlo suonare nel bal folk, ti piace?”
“Elle (Valse 5t)”, perché se credevate che il valzer fosse sempre e solo il un cià cià del perenne 3/4 eccovi spiazzati contando un due tre - un due - un due tre - un due fino a sfinirvi le gambe perché...il valzer non è mica vero che sia così riposante! Valzer a cinque tempi...ma se ne possono contare tanti alti di tempi...
“che valzer sarebbe questo? Mai visto ballare in questo modo. Sicuro che quando ballano il liscio fanno questo passo per ballare il valzer? Qualcosa non porta…”
“eddai...non c’entra niente - o quasi - con il liscio, era un valzer a cinque tempi, dispari “
“a cinque tempi dispari, no perché un due tre invece porta pari?”
“Gavotte De L'Aven +Trois P'tits Points (Gavotte de l'Aven)” in schiere di quattro si avanza nella sala come fossero i raggi di una ruota, con un movimento ad arco della gamba destra che chiude la figura disegnando una sorta di ellisse e riposizionandosi pronto a ripartire, eleganti tutti attenti a rispettare le distanze fra un quartetto e l’altro...finalmente un po’ di riposo prima di...
“di nuovo tutti in cerchio? a tenersi mano nella mano? Questo cos’è un girotondo?”
“ah ah ah, aspetta che adesso ci si scatena un po’! Attenzione alla testa che potresti sentirtela girare un po’ visto che non ti è capitato con il valzer di prima”
“Jump At The Sun + Greensleeves (Circolo Circassiano)” quattro passi avanti, quattro indietro, ancora una volta, donne al centro, uomini, e poi pronti a girare usando la presa intorno alla vita come perno, veloci ciascuno spingendo e sorreggendo l’altro attenti a non travolgere le altre coppie...e più si gira veloci più si ride, neanche fossimo sugli autoscontri
“credo di non poterne più!!! Mi gira la testa”
“te l’avevo detto che ti sarebbe capitato, senti questa è una mazurka adesso ti riposi”
“riposarmi? e perché mai? Mi piace questa, senti che bello il suono dell’organetto, e che dolce ...com’è che si balla la mazurka? Ma è la mazurka del liscio?”
“La Guinguette” (Mazurka) prontamente si formano le coppie, per qualche momento di romanticismo abbracciati e coccolati in un volteggiare un due tre ma zur kà con la sospensione impercettibilmente infinita sul kà!
“non dire niente...potrei anche essere nuovamente in pace con il mondo ora...potrei anche innamorarmi seduta stante”
“è la mazurka a fare questo effetto”
“La Marianne” (Valzer in cerchio) - abbiamo già ballato il valzer a cinque tempi, che un poco aveva confuso i due protagonisti del nostro racconto, ora invece torniamo al classico, ma neanche tanto, valzer a 3 tempi dell’un cià cià ma...tutti in cerchio mano nella mano, un passo verso il centro, poi indietro e la donna che passa davanti all’uomo per cambiare di posto....e c’è anche il momento per ballare a coppie prima di riformare il cerchio
“sai a questo punto posso quasi dire di aver conosciuto praticamente tutti”
“vedi? E’ quello che succede ballando in questo modo, con così tanti scambi e passaggi dall’uno all’altro, e sei costretto a guardare tutti sugli occhi e sorridere, che dicevi prima a proposito che non ti sembrava normale vedere tutti sorridenti”
“eh? Io?”
“hai uno sguardo strano”
“Lo Fret” (Circolo Circassiano) - l’abbiamo già ballato il circolo circassiano, questa volta sarà ancora più piacevole conoscendo i passi, e allora si potrà girare ancora più veloci...
“yuuuuu”
“non posso crederci”
“Niguno Shell Yossi” - ecco una musica israeliana che, pur discostandosi nella linea melodica andando a pescare in un labirinto di note un po’ più distante rispetto a quanto ascoltato finora si assomiglia però nella danza con i ballerini in cerchio e gli scambi di coppie, i mulinelli tenendosi per la vita in un celebrazione continua di un battimani a dare gli accenti giusti alle note
“ancora, ancora forza con quella chitarra!”
“!?”
“Valse D'Amelie“ modo migliore per dirsi arrivederci non so se ci sia, l’indimenticabile mondo di Amelie che tanto rispecchia quello delle danze folk nel valzer senza tempo (eh no, non proprio è un tre tempi) che si vorrebbe ballare all’infinito. I Masquerade Trio sanno come allietare una serata, chi siano dietro le loro maschere non ci è dato saperlo (o forse sì? Organetto: Andrea Mancini; Ukulele & Chitarra: William Jordan; Chitarra & Bodhran: Fabio Andruccioli).
Buon ascolto e buoni balli con i Masquerade Trio.

1. Bal Limousine
2. Bourrèe En Motet + Bourrée De Marrakech (Bourrée 2t)
3. Elle (Valse 5t)
4. Gavotte De L'Aven +Trois P'tits Points (Gavotte de l'Aven)
5. Jump At The Sun + Greensleeves (Circolo Circassiano)
6. La Guinguette (Mazurka)
7. La Marianne (Valzer in cerchio)
8. Lo Fret (Circolo Circassiano)
9. Niguno Shell Yossi
10. Valse D'Amelie


martedì 19 aprile 2016


Il pomeriggio di domenica 17 aprile 2016 al museo della fisarmonica di Castelfidardo sono venuti in tanti e non c'era più spazio per poter stare seduti, molte persone sono rimaste in piedi in fondo alla sala, tante altre sono riuscite a malapena ad affacciarsi; è stato bellissimo ascoltare il suono di tanti organetti diatonici che proponevano un omaggio alla Francia in un percorso che ha visto e toccato tanti generi musicali diversi, tutti uniti nella sonorità. Le persone erano molto interessate e alcuni sono arrivati prima ancora dei musicisti pur di prendere posto, i bambini (i più attenti, santa pazienza la loro) seduti in terra, davanti a tutti. Prima e dopo dello spettacolo tutti in giro per le sale a curiosare dentro le teche con la storia della fisarmonica. La domenica al museo dovrebbe diventare un impegno per tutti, divertente, piacevole e costruttivo e se proprio a qualcuno è mancato lo shopping la prossima volta si potrebbe studiare il modo di vendere qualcosa.
Segue tipica conversazione post esibizione :
mamma : "avanti ripeti anche a lui quello che hai detto a me, cos'è che vorresti fare da grande?"
bimba di quasi 5 anni "due cose"
mamma : "e quali sono queste due cose?"
bimba di quasi 5 anni "la prima è fare la maestra" 
mamma: "e la seconda?"
bimba di quasi 5 anni "suonare con Silvano"

foto Sergio Badialetti

foto Sergio Badialetti
Foto Daniela Alessandrini 


Foto Daniela Alessandrini 


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"PieroSara" video Pierluigi Bambozzi

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"Gavroche" video Pierluigi Bambozzi 










lunedì 18 aprile 2016


“RADIO KILLED THE VIDEO STAR...ON MONDAY”
La rubrica “Radio killed the video star...on monday” si occupa di quelle radio (web-radio e fm-radio) che gratuitamente offrono spazio alla musica emergente / indipendente, nel tentativo di dare visibilità a certe sonorità per il solo piacere di farlo; con lo stesso piacere quest’oggi siamo in trasferta fuori dai confini nazionali per fare tappa in Germania in compagnia di CommonsRadio.
Quando la passione diventa onda sonora può capitare anche di trovarsi in qualunque parte del mondo ma sempre cullati dai suoni che sentiamo a noi vicini: perché sono in grado di aprire l’album dei nostri ricordi personali; perché ci prendono direttamente il cuore e il pulsare diventa immediatamente un battito di piedi, perché diventano nient’altro che finestre aperte attraverso cui la nostra mente può spaziare e godere di un bel paesaggio o perché...neanche lo sappiamo e non è poi così importante, quel che sappiamo è che ci piace sentirle certe vibrazioni!
CommonsRadio è una radio “comunitaria” che si rivolge a tutti ma in maniera un po’ più speciale a tutti gli italiani presenti in Germania, un maniera per gli ascoltatori (e/o lettori viste le loro molteplici attività) per poter socializzare e conoscersi l’un l’altro senza rimanere esclusivamente dietro le tastiere dei computers. La musica diffusa è esclusivamente  del tipo Creative Commons / copyleft e di artisti non registrati SIAE (e questo ci piace particolarmente). Tra le informazioni della loro pagina viene ricordato l’Articolo 21 della Costituzione Italiana “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” (e anche questo ci piace particolarmente) giusto per spiegare ancora meglio quello che è il loro modo di concepire la radio, aggiungendo anche che, seppure in maniera “volontaria” l’attività svolta all’interno di CommonsRadio viene fatta con passione, impegno, professionalità, puntualità ecc. ecc.
Non resta dunque che fare i complimenti a questa bella realtà e porgere qualche domanda a Vincenzo e a Valentina, saranno loro a raccontarci meglio qualcosa di CommonsRadio
Ovunque e in nessuno posto - le trasmissioni radio (in special modo le web radio) non hanno nazionalità in quanto potenzialmente rivolte al mondo intero; quali sono gli elementi che, nonostante la distanza fisica, possono unire chi trasmette con chi ascolta?
Valentina: Il fascino dell ́immaginazione, la curiosità che ci spinge sempre ^oltre ^
Vincenzo : Da una parte sono d’accordo con te che non hanno nazionalità anche se questo potrebbe accadere se la la web radio in questione è in lingua Inglese ma nel nostro o altri casi dove la web radio è trasmessa in un’altra lingua attira principalmente un pubblico legato alla lingua con cui la radio trasmette
Valentina tu con i tuo studi ed esperienze hai fatto della tua vita una “tavolozza di colori e sapori”, in che modo la radio entra a fare parte di questo tuo mondo?
La voglia di arrivare ovunque,superando le barriere fisiche e temporali
E la musica che importanza riveste? Un contorno o una delle portate principali?
Valentina : La musica é il mio strumento di movimento .
I sapori italiani sono conosciuti in tutto il mondo e credo questo possa essere per te una soddisfazione anche a Monaco, che cosa puoi dirci invece per quello che riguarda la musica italiana? Che cosa arriva all’estero?
Valentina : Dalla mia esperinza ho scoperto con piacere e stupore che spesso sono i cantautori quelli che arrivano oltre confine , leggendo nomi del Panorama Musicale Italiano di tutto rilievo
Mi pare di aver capito che tramite la vostra associazione dedicate periodicamente delle serate alla scoperta della tradizione culinaria delle varie regioni italiane, è prevista anche una colonna sonora in tema? Quale è la reazione di chi partecipa?
Valentina : Questo é ancora in fase di sperimentazione e scoperta , si c ́é una colonna sonora ma ispirata più che altro dalle sensazioni. Le reazioni sono sempre nuove e diverse, la curiositá sta nel vedere come le persone reagiscano allo stesso input in maniera totalmente inaspettata e diversa ...la cosa mi sta dando molte soddisfazioni .Speriamo continui...
Vincenzo la passione per la radio ti accompagna da diversi anni e l’hai vissuta sia in Italia che ora in Germania. Che tipo di differenze hai notato, se differenze ci sono intese come interessi, aspettative, risposte ecc negli ascoltatori dei due paesi?
Vincenzo : Non saprei cosa risponderti in basa a questa domanda
La scelta di proporre musica “indipendente” è una scelta coraggiosa ma che sicuramente in termini di passione per quello che si fa dovrebbe ripagare chi vi si accosta, un tuo giudizio in proposito?
Vincenzo : Ti dirò ho deciso di adottare questo tipo di musica perché per gli artisti emergenti è molto difficile trovare spazio nelle radio di un certo calibro. E poi il piacere di fare una radio diversa fuori dagli schemi e regole sempre nel rispetto per gli altri indifferentemente dalle etnie religioni o altro.
CommonsRadio si caratterizza per una proposta di generi veramente ampia, in un mondo globalizzato esistono ancora etichette di “genere” per la musica? O forse si può parlare di “mode” legate a determinati periodi di tempo?
Vincenzo : Dipende se si parla di musica globale, piacere per la musica o voglia di scoprire qualcos’altro al di fuori della routine musicale che si può ascoltare tutti i giorni in tutte le radio. Perché altro la musica che è quasi sempre uguale in tutte le radio tranne quelle più introverse fuori dagli schemi quello che attira oltre alla musica sono gli add durante la giornata tra rubriche stacchetti ospiti ed altro.
Che cosa devono imparare gli italiani dai tedeschi?
Vincenzo : Il rispetto per le cose altrui e il rispetto delle regole
Valentina : Il rispetto per il lavoro altrui
E i tedeschi dagli italiani?
Vincenzo: In generale potrebbero aspirare a capire cosa significhi sentirsi liberi di vivere invece di essere sempre dentro una campana di vetro per far credere agli altri quello che non sono e questo a causa dell’ambiente in cui credono e di conseguenza sono costretti a rimanere intrappolati nel tipo di format
Valentina:  La gioia di vivere , la fantasia il coraggio di uscire dagli schemi
Un consiglio da dare agli artisti prima di sottoporvi il loro materiale?
Vincenzo: Assicurarsi che il materiale che forniranno a CommonRadio sia  di loro proprietà.
Valentina:  Non abbiate paura non siamo cosi cattivi ci dipingono cosi :­)
Potreste fornire un recapito per chi volesse contattarvi o appunto inviarvi il proprio materiale?
Valentina: Sul nostro sito www.commonsradio.net trovate i nostri recapiti, non li scrivo cosi fate un giro li hahah
Per la serie "adotta un emergente" ci consigliereste un artista da andare subito ad ascoltare?
Vincenzo : Vi consiglio 2 artisti emergenti siciliani Che in questo momento vanno veramente forte: Sandro di Bernardo , Bill Price Brown and Relatives

Valentina: Se ti citassi sarebbe troppo di parte , quindi ti raccomando Allie Farris , Matteo Motto. In realtà ce ne sarebbero davvero molti altri ... ma potrete scoprirli seguendoci .



Grazie Valentina
Grazie Vincenzo
e...buon ascolto con CommonsRadio!