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venerdì 1 agosto 2014

CARTOLINE D'AUTORE 09) Ah Silva' e famme gira'


AH SILVA' E FAMME GIRA' 
(testo e musica - Silvano Staffolani)


...e c'era sempre questa cosa che mi diceva "Silva', famme gira' " perché ci divertivamo, ballando, a girare veloci sulle note di certi brani ed allora ho pensato…


per Sonia Ventura

Sognare sognare di essere lieve 
e tornare a volare 
dove non può più fare del male 
neanche cadere,
una nuova avventura e non vedi l'ora 
di sentire infine scorrerti dentro la libertà,
si può afferrare il senso compiuto 
di alcune parole anche quando 
non senti il bisogno di dirle,
è una carezza o è solo uno sguardo 
he ti avvolge e ti scalda 
come una coperta in inverno.
Sogna e avventurati - sogna e avventurati
sogna e avventurati senza mai rinunciare.
Dammi una mano, fammi sentire, 
portami in giro fammi vedere 
ho un sorriso da dimenticare,
non senti non vedi non parli con credi - 
non senti non vedi non parli non credi 
che puoi imparare,
e quel che rimane è la tua promessa 
"sarò sempre presente" 
e allora perché continui a mancarmi?
e fattelo dire che potevi aspettare che 

ancora mi pare di poterti invitare 
e tu a chiedere di girare


Sogna e avventurati - sogna e avventurati
sogna e avventurati senza mai rinunciare.
"a Silva'...e famme girà"...

CARTOLINE D'AUTORE 08) All'enoteca


ALL'ENOTECA
(testo Bruno Trillini - musica Silvano Staffolani)

Iersera semmo gidi all’enoteca , insieme a me ce stava anche Maria,
M’è parso de bocca’ ‘nte a biblioteca : me ce porto’ nao’ a maestra mia !!!
Con tanti cumprimenti che se spreca saluti ,cerimonie e cuscì via,
A luce ch’era poca e mezza ceca, Marì sta’ attenti a ‘ndo che metti i pia !!
C’era ste sedie tutte impajicciade, che te ciaccava a schina...a non di’ peggio ,
E sulle taole mango ‘impiallade , mezzo bichiè de vi’ e un po’ de formaggio !!!
Li’ sopre non cia messo mango a spara, na’ coppia de bicchie’ fatti a piantana
C’era ‘na carta gialla e ‘na cucchiara na sarvietta piegata tutta strana!!!
La fetta de salame.. tralucia, co’ lo pa’ moscio che non paria cottu,
Non era mejio quanno all’osteria pijai un fiascu de vi’ co lu prisciuttu ????
A me lo vi’ no’ ma mollado u becco, no’ m’è bastado mango lu salame ,
So’ stadu sempre co’ u paladu a secco, finisce che vo' a casa co' la fame !!!!
Jo ditto de portamme ‘na buttija , m’ha messo sotto l’occhi ‘na gran lista
E con Mari’ s’è ditto : che se pija ?? ...E se a buttija je s’è fatta trista !!!
Pe’no’ sbajia’ pijemmo lo verdicchio sapemmo che a buttija l’è de vitro
Non e’ che vulio esse tanto tirchio ma quella li’ non era mango un litro !!!
Oh.. cazzo quanto costa ‘sta buttija, c’è pure l’ua mia che ho consegnado
Per poco che non casco gio’ da’ a seija eppo so’ vi’ l’è tutto medicado !!
Tanto sopre a nuà tutti ce magna, me paga l’ua a gradi che ha arzado,
Te la mette salada ‘na buttija, quanto su a vigna eppo’ ciò fadigado !!!
Ho ditto : Mari’ è meijo sta li casa  magnemmo lu prisciuttu e lu salame
Sapemmo che lu porcu è de li’ casa quanno gemmo a durmi’ non cemmo fame!!!
E de sicuro semmo più satulli , o vi’ laggio’ a cantina è quello bono
E se capitera’ d’esse un po’ mulli  gemmo a dormi’ contenti.. e io te sono !!!
E de sicuro semmo più satulli o vi’ laggiò a cantina e de a ‘chiaetta 

E se capitera’ d’esse un po’ mulli gemmo a durmi’ e facemmo ‘na .. scopetta !!

CARTOLINE D'AUTORE 07) Il guardiano notturno al deposito dei sogni


IL GUARDIANO NOTTURNO AL DEPOSITO DEI SOGNI
(testo e musica Silvano Staffolani)

Ora, a chi ha voglia e tempo di ascoltare
racconterò la storia antica di un segreto mestiere
di cui si è quasi persa memoria:
tanti ma tanti anni fa lontano veramente lontano,
accadeva che tutti vivessero senza mai sognare,
impegnati ognuno con la propria vita fatta di giornate
piene di fretta e pensieri,
dove i problemi si potevano scambiare
come i saluti del buongiorno
ed i guai venivano distribuiti
come le belle giornate estive,
ce n’era per tutti e a volontà,
i bambini avevano smesso di giocare
e gli adulti di amoreggiare,
si studiava la praticità e si pregava il disincanto;
il tempo si impiegava e non lo si viveva,
le ore fruttavano anziché scorrere
così anche gli anni venivano messi in bilancio
e a nessuno più interessava farli passare.
Una bella mattina, così a cielo sereno
ecco che a qualcuno, senza alcun preavviso...
un dubbio s’insinua prepotentemente nella testa,
d’improvviso come un’urgenza che
non puoi non considerare,
e prese ad immaginare, dubitare ed immaginare
da mattina fino a sera,
e ci pensava ancora prima di dormire
fino a che arrivò il primo sogno che la mattina,
ancora strabiliato,
si affrettò a raccontare a tutti
e anche gli altri presero a dubitare,
immaginare e sognare,
allora decisero di eleggere
il guardiano notturno del deposito dei sogni
che si preoccupa che non vadano mai smarriti
e che presta attenzione a chi ne fa richiesta
inviando a ciascuno il suo, proprio perché
nessuno rimanga mai più
senza.
Chiamalo se vuoi come fare sai
lui ti porterà un sogno a destino
Chiamalo se vuoi come fare sai
lui ti porterà un sogno a destino.


video con la colonna sonora de "il guardiano notturno al deposito dei sogni"

CARTOLINE D'AUTORE 06) E tu...che fiore vorresti essere?


vieni, ti porto al cinema.
Stasera danno Harold & Maude, sì proprio quel vecchio film del 1971, come non l'hai mai visto? E allora bisogna recuperare.

"Che spasso! Suoniamo qualcosa insieme."
" Non so suonare niente."
"Niente ?! Dio mio! Tutti dovrebbero saper suonare qualcosa."


E TU...CHE FIORE VORRESTI ESSERE?
(musica Silvano Staffolani)  

Io mi vorrei trasformare in un girasole più che in ogni altra cosa, sono cosi’ alti e cosi’ semplici. Tu che fiore vorresti essere?

Non lo so. Una di queste margherite per esempio.. 

E perchè?

Perchè sono tutte uguali.

Ah, lo dici tu. Guarda; certe sono più piccole, certe sono più grosse, certe pendono a sinistra, certe a destra, certe sono bruttine perchè hanno perduto i petali.. Sono una diversa dall’altra e si vede benissimo. Sai Harold, secondo me gran parte delle brutture di questo mondo viene dal fatto che della gente che è diversa permette che altra gente la consideri uguale..

CARTOLINE D'AUTORE 05) Sei persa


una forte presenza di cui si avverte lo smarrimento e che da lì a poco la porterà a perdersi, ed è inutile rincorrerla, chiamarla o cercarla; se n'è andata.
Il dubbio che non sia mai esistita ma che per bisogno sia stata creata è forte, come forte è il desiderio di ritrovarla.
 
SEI PERSA
(testo di Bruno Trillini - musica Silvano Staffolani)

sei persa...
sei persa in mezzo ad un luccichio di stelle
sei bella...
sei bella e splendi insieme a tutte quelle
ti vedo...
ti vedo ma tu cadi giù nel mare
ti cerco...
ti cerco e non ti riesco più a trovare
la voce...
la voce sbalza via sopra le onde
ti chiamo...
ti chiamo ma nessuno mi risponde
un vuoto...
un vuoto solamente che m'inghiotte
son solo...
son solo e nel buio della notte
mi manchi...
mi manchi come se tu fossi Dio
non c'eri...
non c'eri ma t'avrei inventata io

CARTOLINE D'AUTORE 04) L'ultimo ballo


Forse per timidezza o sbalordimento è consuetudine non avere parole di fronte alla grandiosità di taluni eventi così, quando gli sguardi si incrociano per la prima volta ed arriva la consapevolezza che due estremità dello stesso filo si sono riannodate, il silenzio è un accordo ed una conferma che non prevede ulteriori spiegazioni; l'appuntamento è al prossimo ballo, che non sarà mai l'ultimo, non potrà mai esserlo, sembra chiaro no?
PERSONAGGI ED INTERPRETI :
Un cameriere alla fine del suo turno di lavoro
Due ombre
SCENA :
Una sala da ballo dopo l'orario di chiusura

L'ULTIMO BALLO
(testo e musica - Silvano Staffolani)

E' già tardi da un bel po', come soldati in fila
i bicchieri da lavare conversano tra loro;
un guanto dimenticato, un foglio scribacchiato,
le gambe delle sedie puntano in alto da sopra i tavoli.
Un valzer con la scopa, svogliato data l'ora
lo sbattere di porte chi va via incontro alla sorte.
Qualche luce è ancora accesa, uno sbaglio o una delicatezza
verso le ombre che giocano a rincorrersi
Dall'alto una finestra socchiusa
fa rientrare
ricordi di risate che riprendono a volteggiare
In rapida successione decenni di allegria alle pareti
fan mostra e sembrano domandare : "ma tu dov'eri?"
Tutti differenti i visi sono gli stessi,
si cambiano ogni volta i vestiti, si cambiano ogni volta i colori
ma si è sempre uguali
Si osservano due figure, come la prima volta
nuovamente (lui) le porge la mano
con un lieve inchino :"vuol ballare con me?"
Oggi come allora per chi sa osservare
due ombre abbracciate
del tutto indisturbate
continuano a ballare

CARTOLINE D'AUTORE 03) LOLA DEL FIUME

 

Rivive nella canzone popolare il mito del fauno (o del dio pan) che libero attraversa i boschi al suono del suo dolce flauto. Nel suo girovagare incontra la giovane e bellissima ninfa Lola che ancor prima di vederlo si innamora del suono del suo strumento. Nel mito il musicista è in realtà assai bruttarello avendo gambe e corna di capra e difficilmente riusciva a far innamorare le fanciulle che incontrava ma in questo caso la Lola lo vede come un bel giovane a cui chiede di impararle a suonare il suo strumento e a niente servono le parole della madre che invano tenta di metterla in guardia; il misfatto si compie! Tra una suonata e l’altra di due giovani ...  




LOLA DEL FIUME
(testo Bruno Trillini - musica Silvano Staffolani)

In una casa vicino al fiume c’era un dì
una ragazza che faceva il bagno - proprio così
senza un velo e senza un costume
questa figliola faceva il bagno
che si chiamava Lola nel fiume sempre sola
nel fiume si tuffava la Lola che nuotava

Prendeva Lola il sole sopra i sassi - sì lei stava lì
la pelle tutta bianca con i capelli rossi - proprio così
sentì suonare un piffero un piffero dal bosco
andò a cercare un posto un posto più nascosto.
Un bel giovanotto di lì stava a passare
il cuore della Lola cominciava a palpitare.

L’ardito giovincello vide la bella figlia
le disse “ma perché tanta meraviglia?
io suono questo piffero se ti piace suonare
vieni a me vicino sarà facile imparare”
Lei prese lo strumento e cominciò ad imparare
e insieme tutti e due si misero a suonare.

Sentì questo bel suono la mamma che vegliava
ed era proprio Lola la Lola che suonava
“Oh cara la mia Lola tu sei una bella figlia
e quello che tu suoni vedi ben come si piglia
di pifferi e violini ce ne son pure tanti
attenta a come suoni...se no cresci davanti”

E dopo qualche mese che ormai si continuava
si accorse che la Lola qualcosa non andava
la mamma con ragione parlava d’attenzione
adesso il pifferaio ci ha combinato un guaio
così la bella Lola dormiva sempre in pena
così la bella Lola avea la pancia piena.

Finisce la canzone proprio così - si proprio così
la mamma predicava sempre ogni dì - si sempre ogni dì
col piffero che suona e l’uccellin che canta
certo non può finire che la Lola diventi santa.
L’amore è fatto apposta per farci star vicini
vicini quanto basta per non fare casini,
l’amore è fatto apposta per farci star vicini
vicini quanto basta per fare anche i bambini.