lunedì 6 giugno 2016



“RADIO KILLED THE VIDEO STAR...ON MONDAY”
La rubrica “Radio killed the video star...on monday” si occupa di quelle radio (web-radio e fm-radio) che gratuitamente offrono spazio alla musica emergente / indipendente, nel tentativo di dare visibilità a certe sonorità per il solo piacere di farlo; con lo stesso piacere quest’oggi ospitiamo una radio dal nome che molto richiama la letteratura: siamo dentro un libro o dentro una radio? 



“Nasce per gioco, in nome della libertà, una libertà che tentano ogni giorno di toglierci. Cerchiamo di riprendercela prima che sia troppo tardi. Buon ascolto su Radio Hemingway “ già basterebbero queste parole di introduzione che si leggono sulla home-page, basterebbero a far decidere per un ascolto più che attento alla ricerca della libertà che sia quella suggerita da una canzone, o dalla pagina di un libro, o da un paio d’ali; un po’ di tutto questo lo ritroviamo nelle trasmissioni di questa web radio e per scoprire cos’altro, oltre ad ascoltarla, abbiamo fatto qualche domanda a Renato Francia che ne è il direttore artistico.
Innanzitutto Renato grazie per aver accettato di farci conoscere un po’ meglio Radio Hemingway e a proposito: chiarito che è nata per gioco ma...grazie a chi? In quanti eravate e a chi per primo (e quando) è venuta l’idea di far nascere una radio?
Intanto grazie a te per averci coinvolto, Radio Hemingway nasce ufficialmente cinque anni fa da un gruppo di tre amici, come diciamo nella nostra home page nasce per gioco, la curiosità di vedere come si poteva trasmettere via web, all’inizio utilizzando gli spazi gratuiti che si trovano sul web stesso, poi dopo pochi mesi la decisione di fare le cose seriamente con spazi a pagamento che garantiscono una migliore qualità e qualche opportunità in più. Credo che in fondo per chi ci lavora oggi, gratuitamente, nessuno di noi percepisce un compenso, sia ancora un gioco un bellissimo gioco fatto seriamente.
La storia dietro il nome?
Qui la cosa si complica, dietro al nome c’è la passione per la letteratura, in realtà il nome nasce da una situazione di disagio, qualche anno prima di Radio Hemingway, in un periodo di crisi lavorativa dovuta ad un licenziamento, con un amico, uno dei fondatori della Radio tentammo di aprire un locale, una specie di club dove alla parte enogastronomica unire la musica e la letteratura, il progetto iniziale era ambizioso e rimase un sogno nel cassetto per l’impossibilità di finanziarlo, come sai se non hai garanzie da offrire nessuna banca di “presta” i soldi, e cosi niente fondi niente Hemingway Club. Anni dopo, risolti i problemi di lavoro il “gioco” della radio ed il nome è stata una ovvia conseguenza.
Nata in nome della libertà, le radio sono sempre state associate al desiderio di libertà ...la radio nasce “libera” in quanto spazio dove in teoria dar voce a chiunque, dove far ascoltare la musica più disparata e programmi originali spesso legati al territorio dove è la sede; tutto ciò è ancora valido al giorno d’oggi? Quanta aria “libera” si respira ancora magari con le dovute differenze fra radio fm e web radio?
Come dici tu la “Radio” nasce con l’idea di libertà, un’idea che si basa su diversi concetti, quello della libertà di poter fare altro mentre la ascolti ad esempio come dice Finardi nel suo brano “La Radio” del lontano  1976: “Con la radio si può scrivere, leggere o cucinare. Non c'è da stare immobili seduti lì a guardare. E forse proprio questo, che me la fa preferire: è che con la radio non si smette di pensare.”. Il secondo concetto di libertà è legato alla possibilità di decidere cosa mandare in onda, avrai notato che spesso sulla nostra radio vanno insieme a brani di artisti noti ed affermati i brani di artisti poco noti ai più, molti di loro trovano spazio solitamente al di fuori dei circuiti ufficiali, e la libertà di dare spazio a chi non è “legato” alle grandi etichette che rende libera la Radio. Certo fare una scelta di libertà comporta alcune scelte coraggiose, noi ad esempio abbiamo scelto di non mandare in onda pubblicità per non essere condizionati dagli eventuali inserzionisti, e siamo convinti che questa sia una scelta che alla lunga paga in termini di qualità ed ovviamente di libertà.
Credo che il futuro della radio, almeno di quella “libera” passi necessariamente per il web: le frequenze per le modulazioni di frequenza sono ormai tutte occupate esclusivamente da grandi network e per entrare nel settore fm servono spese iniziali molto alte con una necessità dunque di avere subito un fatturato; il web diventa l’unica possibilità per chi la radio ha desiderio di farla ma anche la “direzione” scelta dagli ascoltatori che sempre più vi si indirizzano. Quando le web radio entreranno nelle autoradio assisteremo alla fine delle radio fm?
Personalmente ritengo che anche con l’avvento della radio Web, la cara vecchia radio FM con il suo gracchiare rimarrà ancora in auge per vari decenni, la radio web è quel qualcosa in più che permette a tanti appassionati di trasmettere ed ascoltare la radio. D'altronde la scomparsa della radio FM comporterebbe con molta probabilità un’eccessiva regolamentazione, l’ingresso dei colossi dei media e la scomparsa dei piccoli editori web ancora una volta con la limitazione della libertà di informazione, notoriamente già scarsa in questo Bel Paese.
Il tuo è più amore per la radio o per la musica?

Fin da giovanissimo ho avuto un irrefrenabile passione per la musica, spendevo la mia “paghetta” in quelli che all’epoca chiamavamo LP per poi ascoltarli fino a consumarli sul famoso stereo di selezione del Readers Digest. Poi per un caso fortuito ho iniziato a lavorare in una delle prime radio libere di Roma, e da lì è nata la passione per la radio, ai tempi la radio si faceva ancora con due piatti su cui si faceva “girare” la musica, Era il tempo delle dediche fatte in diretta e dei dibattiti telefonici mandati in onda senza censura alcuna.
“Glocal” è una sorta di nuovo termine che sta a indicare proprio la possibilità offerta dalla nuove tecnologie di estendere al mondo intero l’offerta di arte che di partenza è invece locale, questo vale anche per le web radio. Una bella opportunità o solo una grande responsabilità?
“Glocal”  è sicuramente una grande opportunità, oggi con la nostra piccola radio arriviamo in tutto il mondo, ed insieme a noi la musica ed i format che mandiamo in onda, ma credo sia anche una grossa responsabilità da più punti di vista, intanto la costanza, iniziare l’avventura radiofonica e poi terminarla perché non si fanno migliaia di ascolti o perché il lavoro che una web radio “seria” impone è estremamente elevato nuoce a tutte le web radio, un ascoltatore che vede sparire le radio le vedrà come un gioco e non come una realtà che può fare qualcosa di innovativo nel mondo dei media, quindi ritengo che gestire una web radio in questo momento sia una responsabilità nei confronti sia di chi ascolta sia di chi come noi trasmette, nonché nei confronti di coloro che producono i format e di coloro che ci inviano la loro musica.
Nelle vostre programmazioni trovano spazio sia brani conosciuti e autori famosi che brani di autori emergenti spesso sconosciuti al pubblico e questo rende ancora più interessante la playlist permettendo all’ascoltatore di scoprire qualcosa di nuovo. Che tipo di riscontro avete da parte di chi vi segue per questo tipo di scelta?
Io credo che il mix sia premiante proprio per quello cui accennavi tu, la possibilità di conoscere e riscoprire la musica nota e di scoprire nuovi autori meno noti ma certamente non meno validi, Questo impone però un’attenta selezione perché mandare in onda di tutto indipendentemente dal livello musicale rischia di diventare controproducente, mutuando una frase famosa direi che: “la vita è troppo breve per ascoltare brutta musica”;
Da esperto in materia vorrei la tua opinione sulla “salute” della nuova musica prodotta in Italia e che tipo di differenze trovi ci siano con quella prodotta fino a qualche anno fa, magari anche in riferimento alla crisi del mercato discografico.
Purtroppo oggi la crisi, vera o presunta, del mercato discografico non consente l’emergere di nuovi artisti e così si punta sui nomi di una volta, ma è poi vero che non ci sono più i cantautori o le band in grado di fare musica come si faceva una volta? Io credo non sia cosi, da questo punto di vista le case discografiche puntano sul successo facile che è di fatto quello indotto dai “Talent”, ormai emergono quei tre o quattro cantanti che vincono uno dei tanti talent che affollano le reti televisive, credo ce ne sia almeno uno per ogni grosso gruppo editoriale, ma la realtà è che si tratta di un successo effimero, quanti di loro durano più di una stagione, basta poco per essere dimenticati, una nuova stagione televisiva ed il nostro talento viene dimenticato, sono veramente pochi quelli che rimangono in auge. Io sono convinto che si faccia ancora tanta buona musica, il difficile è scoprirla, se è vero che il mondo del web con i social offre l’opportunità di presentarsi al pubblico è anche vero che è spesso dispersivo, tra i milioni di video pubblicati sui canali come you tube o simili è quasi impossibile andare alla ricerca di nuovi talenti, anche per questo il ruolo delle web radio può essere importante nel rilanciare un panorama musicale importante che si sta perdendo.
La musica può riservare ancora sorprese a conoscitori esperti? 
Ti rispondo in maniera sintetica: certamente. E credo che la riprova di ciò sia proprio nei brani che come noi trasmettono molte web radio.
Un consiglio da dare a chi volesse sottoporvi del materiale da mandare in onda?
Più che un consiglio è un invito inviateci i brani in formato MP3 o Wav, i link su you tube con bellissimi video sono interessantissimi ma ci costringono ad un lavoro spesso eccessivo, corredate i brani con una breve nota su di voi e sulla vostra produzione, inviate sempre più di un brano per dare a chi vi ascolta la possibilità di farsi un’idea completa su di voi, insomma dateci una mano a scoprirvi, un’ultima cosa siate pazienti, tutti noi lavoriamo in radio come secondo lavoro e non sempre riusciamo a rispondere in tempi rapidi per mancanza di tempo.
Come è possibile contattarvi?
Attraverso tutti i mezzi canonici, facebook, Mail Twitter, whatsapp ed sms, non ti do qui tutti i riferimenti, ma sono facilmente reperibili sul nostro sito.
Avresti un artista emergente da consigliarci e da andare subito ad ascoltare?
In questo modo mi spiazzi, citarne uno solo sarebbe fare torto agli altri e quindi te ne cito più di uno, a nostro giudizio tutti molto bravi: Rossella Fornaroli, I Fanastici, Tokarev, i Dea, e tanti altri ma se ti capita ascolta Silvano Staffolani, magari lo conosci già ne vale la pena. Veramente difficile, fosse per me citerei tutti quelli che abbiamo in onda in questi anni di lavoro in radio.

Grazie Renato e a tutti voi buon ascolto su www.radiohemingway.net (ma prima scoprite qui di seguito Rossella Fornaroli e I Fanastici consigliatici da Renato).