lunedì 18 settembre 2017

“RADIO KILLED THE VIDEO STAR...ON MONDAY”
La rubrica “Radio killed the video star...on monday” si occupa di quelle radio (web-radio e fm-radio) che gratuitamente offrono spazio alla musica emergente / indipendente nel tentativo di dare visibilità a certe sonorità per il solo piacere di farlo; con lo stesso piacere quest’oggi siamo in compagnia di Davide e del pazzo mondo di “Doppia Comanda”:

Ciao Davide, ti va di raccontarci che cosa ha spinto te e gli altri tre tuoi “soci” a iniziare l’avventura di Doppia Comanda con la prima puntata del 30 novembre 2015?
Ciao, sono Davide di DoppiaComanda, innanzitutto ci tenevamo a dire che siamo contenti della collaborazione con voi e di fare questa intervista alla quale rispondo io personalmente per conto di DoppiaComanda. Il progetto nasce da un’iniziativa di Andrea, che aveva l’intenzione di far nascere un progetto Radio atipico a quelli presenti sul mercato, che fosse concomitante con i nostri lavori quotidiani e che trasmettesse qualcosa di originale. Sposiamo la causa radiofonica: Io (Davide), Patrick e Federico. L’idea doveva essere quella di produrre podcast contenenti sketch divertenti (noi nostalgici della vecchia scuola Ciao Belli e Zoo..) e di pubblicizzare e valorizzare gli artisti inediti, vere e proprie fonti di talento, che non hanno ancora avuto quel pizzico di fortuna tale da poter diventare il nuovo Vasco Rossi. E credetemi, non avete idea di quanti artisti talentuosi ci siano nel nostro Paese.
Il vostro è un programma trasmesso da diverse web radio ma è anche una pagina web (https://doppiacomanda.jimdo.com/), canale youtube,  e profilo facebook tutti ben attivi; è possibile definirvi come la naturale evoluzione della radio fm o secondo voi è tutt’altra cosa?
Siamo nel 2017 e ormai i podcast e i social sono una vera e propria evoluzione nel campo radiofonico. Ce ne sono veramente tantissimi e dei più variegati. Non so se possiamo considerarci noi stessi una evoluzione, sicuramente siamo contenti di avere un progetto nato quasi per caso, ben curato e dettagliato. Ogni nostra puntata non è fatta propriamente a caso, ma è uno strumento che deve arrivare alle orecchie dei radioascoltatori in un determinato modo..nel modo che solo DoppiaComanda sa fare! Per noi è un traguardo quando chi ci ascolta ci dice che siamo forti e che siamo divertenti.
Creare dei programmi come il vostro da rendere poi disponibili come podcast comporta sicuramente un grosso impegno a cui magari non corrisponde un riscontro immediato. Il fatto però che le puntate rimangano on line per poter essere riascoltate permette di raggiungere persone anche a distanza di tempo…non è un po’ quello che fanno gli artisti con le loro opere che creano senza sapere se, dove, quando e da chi saranno apprezzate?
Si, se dobbiamo definirci come un’opera d’arte, ci viene in mente il Garpez di Aldo Giovanni e Giacomo! Speriamo di fare “uno zompo.. un salto… e arrivare a 300 milioni!”.  Scherzi a parte, la pubblicità è importante e probabilmente è fondamentale per farsi conoscere a 360°, noi attualmente lo facciamo per piacere anche se ci piacerebbe tanto diffondere la nostra trasmissione, anche perché crediamo di avere una bella trasmissione che può strappare un sorriso alle persone che tornano da lavoro incazzate! Avere dei podcast sempre a disposizione del pubblico e comunque una cosa positiva, perché chiunque ci potrà sempre ascoltare in qualsiasi momento.
Nel realizzare le puntate vi dividete i compiti (chi sceglie gli argomenti…chi la musica…) o ciascuno mette semplicemente del suo?
Per la realizzazione delle nostre puntate ognuno di noi si occupa della creazione delle puntate e il tutto viene contornato da personaggi inventati, scherzi telefonici e tutto quello che ci viene in mente di realizzare. E’ un progetto impegnativo ma molto divertente.
Ci presenti gli altri tre tuoi compagni di avventura?
Il cast è formato da:
Federico, abile chitarrista rock/metal che tra l'altro fa parte anche lui di una band “inedita”. Più cauto e pacato e di certo la parte più “sana” del gruppo (per fortuna!).
Patrick, personaggio particolare ed estroso, a volte tranquillo, a volte incontrollabile.. un genio!
Andrea, il fondatore della radio, è un pentolone che ribolle di idee. E’ il più entusiasta e innamorato del progetto, sempre sulla cresta dell’onda e innovativo. Il cuore pulsante di DoppiaComanda. Poi ci sono io, Davide, che tento di prendere spunto un po’ da tutti i miei colleghi ma non sempre ci riesco bene!
Fin dalla prima puntata del 2015 avete sempre presentato musica inedita facendola diventare un punto di forza del vostro programma, autori e brani non depositati in siae che niente hanno da invidiare in qualità a quelli di autori ben più famosi trasmessi in tv o nelle radio nazionali. Doppia Comanda come termometro della salute della musica prodotta al di fuori del tradizionale circuito discografico e radio/tv…qual è lo stato attuale dell’underground italiano? Da curare, salvaguardare o semplicemente da divulgare?
Come già detto prima, esistono innumerevoli talenti che fanno musica nel territorio italiano, e siamo rimasti veramente stupiti del fatto che esistano veramente tante persone e ragazzi talentuosi!
Il nostro obiettivo è quello di divulgare a più non posso tutto questo. Emergere nella musica è molto complicato purtroppo. 
Visto che hai la possibilità di ascoltare molta nuova musica quale consiglio ti senti di dare a chi si appresta a sottoporre le proprie composizioni a programmi come il vostro? Quali sono gli aspetti che più ti colpiscono ascoltando qualcosa di inedito che ti viene presentato?
Nella nostra esperienza biennale abbiamo ascoltato più di cinquanta artisti inediti, tra gruppi e solisti e ci siamo resi conti che la musica è veramente speciale perché è varia. Abbiamo incontrato artisti di qualsiasi tipo che facesse qualsiasi genere di musica. Caspita quanto talento c’è in giro e questo è veramente il bello e l’orgoglio della nostra radio, poter far conoscere i nostri talenti.
Doppia Comanda dal vivo? Tu sei un appassionato di concerti, hai mai pensato di portare il programma sopra un palco?
Portare il nostro programma su di un palco? E’ sempre stato e rimane il nostro sogno. Per un momento ci siamo riusciti nel nostro piccolo con il “Fuori Tutti Festival” di Settimo T.se (in cui abbiamo intervistato il rapper “Willy Peyote”) nel quale la presentatrice ci ha ringraziato in pompa magna davanti a centinaia di fans prima del concerto dell’artista.
Quale artista fra quelli da voi ospitati ci consiglieresti di andare subito a sentire?
I nostri artisti sono tutti dei fenomeni, se dobbiamo sparare qualche nome potremmo citare: Johnny Bemolle’s, Max Merli, Jansheer, Animo di Riso, Julien, Desidia, 3andHalf.. ma ce ne sono tantissimi altri!
Chi volesse contattarvi per sottoporvi la sua musica come può fare?
Gli artisti inediti che volessero condividere con noi la loro musica devono scriverci a doppiacomanda@libero.it, oppure attraverso il sito www.doppiacomanda.jimdo.com nella sezione “Contatti”. E’ sufficiente scrivere una breve biografia e alcuni pezzi mp3. Sarete contattati e messi in onda in puntata! Vi ricordiamo che per ascoltare tutti nostri artisti occorre accedere al nostro sito www.doppiacomanda.jimdo.com, in cui vi è una sezione Musica, nella quale ci sono dei pezzi degli artisti inediti trasmessi. Inoltre è possibile trovare tutte le puntate registrate finora, completamente scaricabili e ascoltabili.! Facebook: doppiacomanda Twitter: doppiacomanda
Grazie per la cortesia Davide, ora non resta che andarci ad ascoltare doppia domanda su https://doppiacomanda.jimdo.com/.









lunedì 11 settembre 2017


“RADIO KILLED THE VIDEO STAR...ON MONDAY”
La rubrica “Radio killed the video star...on monday” si occupa di quelle radio (web-radio e fm-radio) che gratuitamente offrono spazio alla musica emergente / indipendente, nel tentativo di dare visibilità a certe sonorità per il solo piacere di farlo; con lo stesso piacere quest’oggi ospitiamo Francesco e Matteo di Green Stage Radio e a loro abbiamo fatto qualche domanda.
Alcune domande a FRANCESCO PELLOVINI :
Francesco Green Stage Radio nasce nel 2011 quale cassa di risonanza per dar voce agli artisti affiliati all’associazione Green Stage Events, in pochi anni è però diventata una vera e propria fucina di programmi originali – musicali e non – in una continua e inarrestabile crescita. Da quanti era composto il gruppo iniziale e a chi è venuta l’idea di costituire una web radio? Qualcuno proveniva da esperienze con le tradizionali radio fm?
L'idea di far nascere una web radio è nata nel 2010 da Alessandro Pellovini (mio figlio). Inserito nelle attività del Green Stage di promozione dei giovani gruppi emergenti come tecnico audio/ video / informatico ha costituito insieme ad un gruppo di amici, due per l'esattezza, un team dedicato appunto alla promozione degli artisti emergenti aggiungendo alle classiche attività svolte dal Green Stage la “Web Radio”. Questa ovviamente ha amplificato in maniera sostanziale la diffusione della musica emergente prima di quella locale (Foligno e dintorni) sino ad arrivare poi a ricevere richieste di inserimento nel palinsesto a livello Nazionale.  Questi ragazzi non avevano esperienze di radio FM solo tanti racconti di noi più “cresciutelli” che spesso qli parlavamo delle fantastiche “radio pirata” degli anni 70/80. Ricordo appunto le mie fantastiche esperienze vissute dal 76 al 78 presso RTL ( Radio Trevi Libera). Collaboratore del Green Stage era ed è anche Giorgio Contilli famoso Speaker di tante radio FM oggi direttore artistico di RGS nonché grande voce di “Radio Subasio”.
La web radio è una naturale evoluzione della radio fm o le differenze sono così sostanziali che non è possibile neanche paragonarle?
Hai detto bene, le differenze sono cosi sostanziali che un paragone non è possibile. Ad una prima analisi sembrerebbero simili con l'unica differenza che l'una ha una diffusione limitata ( FM) mentre l'altra ha una diffusione mondiale (web radio), ma ad un'analisi più attenta ci si accorge che la grande differenza, seppur importante, non è proprio questa, la grande differenza è che la web radio come la nostra, che dovremo chiamare “On Line Live Web Radio” per differenziarsi dalle innumerevoli web radio che trasmettono solo musica e non format radiofonici come RGS, è integrata nei Social. Oggi le On Line Live Web Radio sono integrate nelle pagine Facebook, instagram, twitter, interazioni immediate tra gli speaker ed il pubblico sono il pane quotidiano, durante la trasmissione in streaming c'è il team degli speaker ed il team dei “Web Social operator” che in tutte le lingue rispondono ad una enorme quantità di contatti. Già WhatsApp stà andando in discesa, le interazioni sono al 90% su messanger....quindi possiamo dire che oggi la Radio ( Web Radio) diventa un sistema bidirezionale di comunicazione e non unidirezionale come con le radio fm.
Attraverso la tecnologia attuale c’è la possibilità di avere un pubblico di ascoltatori teoricamente illimitato e internazionale (impossibile con le fm), nel realizzare i programmi da trasmettere questo è un elemento che frena o uno stimolo in più?
Come ti dicevo appunto nella risposta precedente questo aspetto universale è estremamente stimolante, in questo siamo anche noi in continua crescita, stiamo cercando formule per poter creare programmi che possano essere usufruiti da più culture nello stesso tempo (non parliamo solo di lingua), è una sfida bellissima ma che solo grazie alla musica è possibile affrontare perché la musica è un linguaggio universale. C'è appunto una trasmissione come la casa dell'indie o il salotto degli artisti che sono aperte anche a culture diverse e non solo a generi diversi di musica. Una ricerca importante che stiamo portando avanti in “RGS” è proprio sul linguaggio, il nostro progetto che si chiama “Ritorno Da Babele” sta studiando un sistema di conduzione radiofonica che permetta agli ascoltatori di tutto il mondo di poter ascoltare i programmi senza percepire la barriera del linguaggio. Sfide e crescita sono l'adrenalina che fanno di RGS una RADIO dinamica, giovane, proiettata nel futuro. Ma non dimentichiamo che RGS “Radio Green Stage” oggi ha un palinsesto, oltre ovviamente ad andare in onda H24, con ben 20 diverse trasmissioni LIVE ( tutti format originali RGS) condotte da un Team di 30 Speaker con un Staff tecnico di 6 persone che tutti i giorni, per passione, comunicano al mondo la propria voglia di musica universale seguendo il motto della nostra Radio nato in un momento molto difficile per la regione dove abbiamo la sede , l'Umbria. Proprio per essere vicini alle sfortunate popolazioni Umbre colpite dal sisma ultimo tutto lo Staff RGS ha operato anche in quelle zone al motto unico di “Voce e Anima”. Un motto nato da una delle nostre Speaker che ha così ben riassunto la nostra passione che è ora la linea che tutti, sia i vecchi che i nuovi appartenenti al Team RGS hanno nel cuore.
Green Stage Radio ha una bella collezione di podcast (registrazioni di programmi disponibili per il riascolto) nella pagina web, c’è una similitudine con gli scaffali di una biblioteca dove andare a riprendere un testo da rileggere?

Hai disegnato una bella immagine, quella della libreria. Le registrazioni delle varie trasmissioni sono in realtà l'anima della radio. La memoria storica è sempre stata la base di crescita di qualsiasi cosa, sia nelle civiltà che nella cultura comune dei popoli. Avere a disposizione i podcast di tutte le trasmissioni è in realtà un impegno gravosissimo per lo staff ma lo portiamo avanti perché è un'importante fonte di confronto, verifica di crescita e ovviamente dà la possibilità a chi non ha potuto seguire le trasmissioni LIVE di poterlo fare in qualsiasi momento e comunque interagire utilizzando la casella di posta e mail diretta@greenstageradio.it
Il programma che stai ancora sognando di realizzare?
Il jingle storico di RGS è “what you say is what you are”, “quello che dici identifica chi sei”. Quale migliore trasmissione quella che possa permettere a musicisti di tutto il mondo di esprimere il proprio pensiero musicale “live” in diretta Web Radio con la propria voce e con la propria musica che possa essere ascoltata dalle diverse culture musicali nel mondo e quindi allargare il panorama musicale che oggi è decisamente chiuso e vincolato, difficilmente siamo raggiunti da brani musicali di culture che non siano europee. Quindi la mia trasmissione che ancora è nel cassetto la potremo chiamare “sognando tutte le note del mondo”. Ringraziando per la possibilità di poter far conoscere quello che esiste dietro una Radio Web vorrei per ultimo inserire l'aspetto che nel nostro motto chiamiamo “Anima”. RGS è molto vicina alle problematiche sociali, ed è sempre disponibile a mettere la sua capacità comunicativa al servizio di quelle associazioni e attività che operano nel sociale. Amiamo definirci “La Radio Itinerante”. Si noi ci muoviamo, usciamo dalla nostra sede per trasmettere dai posti più impensabili ma con lo scopo appunto di tramettere la realtà delle cose vissute in prima persona, trasmettere l'anima degli eventi, delle situazioni e questo è possibile solo vivendo le situazioni stesse. Ora colgo questa occasione per mettere in evidenza un aspetto che ci vedrà in prima fila per  Il “Festival per le città accessibili” che si terrà dal 21 al 23 settembre 2017 a Foligno. Questo Festival dedica la sua attenzione alla capacità delle città di accogliere, includere e fare sognare. Ovviamente l'argomento è l'accessibilità delle città ai diversamente Abili. Noi saremo presenti alle varie conferenze ed attività trasmettendo in diretta l'evento, con le interviste dirette ai vari responsabili istituzionali e dando voce diretta alle persone che vivono queste situazioni a volte assurde per una “civiltà” come la nostra. Concludo, RGS “Voce e Anima” nel mondo con semplicità e passione, grazie. Francesco


“CASA DELL'INDIE”
La “Casa dell'Indie” è un programma radiofonico nato nel settembre 2016, condotto da Matteo “Maz” Rosi e Paolo Castagna. Inizialmente chiamato “Generazione di Fenomeni”, aveva come obiettivo quello di proporre agli ascoltatori musica di artisti e band emergenti italiani. Il 19 Settembre 2016 viene trasmessa la prima puntata di Generazione di Fenomeni, con il solo Maz alla conduzione. Nel Novembre dello stesso anno, si aggiunge alla conduzione Paolo Castagna, autore e conduttore di “Nerd Inside”, nonché fondatore del collettivo dei “Sorci Verdi”. Nello stesso periodo iniziano le prime interviste, sia telefoniche che con gli artisti in studio. Il primo ospite della trasmissione è stato Gianluca Benvenuti, artista della casa discografica genovese Neverland Records. A Dicembre 2016 viene messa in onda la prima Top 10 ufficiale della trasmissione, con i brani direttamente votati dallo staff di Radio Greenstage. Con il passare dei mesi il nome alla trasmissione iniziava ad andare un po' stretto, a causa di un cambio drastico del format. Infatti dopo la pausa di Giugno, la trasmissione viene ribattezzata con il nome di “Casa dell'Indie” che si prefissa come scopo quello di far conoscere agli ascoltatori le band del panorama indipendente italiano. Tra i vari artisti proposti e intervistati fino ad ora possiamo ricordare: Vanesia, Laura Bazzucchi, Keaton, JM, Melga, Zeman, Volvedo...

Alcune domande a MATTEO ROSI:
Matteo tu sei uno dei padroni nella “casa dell’Indie”, una delle tue responsabilità dunque è quella di presentare anche la nuova musica emergente, c’è ancora la curiosità da parte degli ascoltatori di prestare attenzione alla musica inedita?
Assolutamente sì, c'è una grandissima curiosità da parte degli ascoltatori. A volte capita che qualcuno ci scriva in privato per ricevere consigli su quale band o artista iniziare ad ascoltare, e questo non fa altro che rendere orgogliosi sia me che Paolo (il mio socio in trasmissione) di quello che proponiamo.
Tu ti sei innamorato prima della radio o della musica che la radio passava?
Ascolto sia la musica che la radio sin da quando ero piccolo con il vecchio mangianastri di mia sorella, quindi posso dire l'amore per tutte e due sia nato contemporaneamente. Con il passare degli anni sia la musica che le voci degli speaker delle varie emittenti radiofoniche mi hanno sempre fatto compagnia durante la giornata.
Come ti è venuto in mente di occuparti di musica indie?
Ho iniziato ad occuparmi di musica indie poco più di quattro anni fa, quando andai per la prima volta a vedere un concerto dei Ministri a Perugia. Erano usciti da poco con un nuovo album... fu amore a prima vista. Da quel momento ho iniziato ad approfondire tutte le sfumature all'interno del panorama indipendente italiano frequentando vari concerti e festival. Spesso capita che a fine concerto mi ritrovi nel backstage a parlare con gli artisti in persona. Poi è arrivata Radio Greenstage, che ha dato la possibilità sia a me che a Paolo di trasmettere la nostra passione agli ascoltatori.
La radio è stata per moltissimo tempo l’unico modo per poter far conoscere la nuova musica prodotta, attualmente sembrerebbe che questo ruolo appartenga ai talent show televisivi, solo un diverso mezzo utilizzato o a cambiare sono state anche le metodologie di produzione oltre che di promozione della musica stessa?
Con il passare degli anni i modi di produzione e promozione della musica sono cambiati: i Talent Show sono uno di questi e, secondo il mio parere, hanno abbassato drasticamente il livello qualitativo della nostra musica. Infatti sono pochi gli artisti usciti dai Talent che riescono ad avere una grande carriera musicale. Ma in tutto ciò la radio rimarrà il mezzo principale, e ovviamente migliore, per promuovere la musica. Quindi care band, inviate le vostre demo o i vostri EP alle radio! :)
 “Sembrerebbe” che i grandi network per trasmettere i brani richiedano un pagamento quasi come fosse uno spazio pubblicitario in vendita e niente più, anche nella musica indie però sta succedendo lo stesso con programmi e web radio che richiedono un compenso per interviste o trasmissione di canzoni. La musica deve essere considerata dunque nient’altro che una merce da vendere e acquistare?
Credo che la risposta sia nel mezzo: ho sempre affermato che la musica, come tante altre forme d'arte, non può essere considerata merce. Non può avere un valore oggettivo. Però d'altra parte, un artista non può andare avanti se non riceve un compenso economico per quello che produce. Quindi le band o gli artisti hanno il bisogno di vendere la propria musica, di conseguenza renderla merce d'acquisto.
E’ molto difficile intervistare artisti indie di cui magari qualcuno non così abituato a rispondere alle domande o il segreto è nella capacità dell’intervistatore di mettere a proprio agio l’intervistato?
Il compito principale dello speaker è quello di mettere a proprio agio l'intervistato. Ci sono artisti a volte più espansivi, a volte più timidi. Finora non abbiamo avuto alcuna difficoltà con i vari intervistati. Anzi, con alcuni di loro siamo diventati grandi amici e questo è una cosa davvero gratificante.
La “casa dell’Indie” ha già ospitato anche degli speciali con l’artista che ha suonato in diretta, una esclusiva importante che nel tempo lascia sicuramente una traccia…il vostro “libro degli ospiti” immagino si preveda di molte pagine, il prossimo passo saranno dei veri e propri concerti evento solo per voi?
Questo è uno degli obiettivi che insieme a Radio Greenstage vogliamo raggiungere. Riuscire ad organizzare un evento con gli artisti che proponiamo nella notra radio sarebbe fighissimo!
Il tuo consiglio a chi ha intenzione di produrre musica propria prima di iniziare a presentarla al pubblico o alle web radio?
Il primo consiglio che voglio dare è quello di avere la passione, senza di lei non si va avanti. Ovviamente lavorare sodo, evitare di essere influenzati da chi non ha le competenze necessarie. Un ultimo consiglio che do è quello di osare…nella musica, come nella vita, bisogna prendere qualche rischio.
Chi volesse sottoporre la propria musica per la “casa dell’Indie” in che modo può contattarvi?
Tutti gli artisti che vogliono proporre la propria musica in trasmissione possono tranquillamente scrivere sotto forma di messaggio privato alla pagina Facebook “RGS – Casa Dell'Indie”, oppure possono inviare una mail a matteo.rosi@radiogs.it
Per salutarci : chi ci consiglieresti di andare subito ad ascoltare fra gli artisti che ti è capitato di passare in radio? 
Il primo che voglio consigliarvi è JM, un ragazzo di Gualdo Tadino che ha un grandissimo talento. Poi vi consiglio di ascoltare i Fast Animals and Slow Kids (un nome una garanzia), gli Espana Circo Este (sonorità latine in chiave punk, consigliatissimi)... e infine i PopX, che con la loro musica elettronica hanno creato una sorta di dipendenza sia a me che a Paolo. Nella nostra pagina Facebook RGS – Casa Dell'Indie potete trovare altre band che vale la pena ascoltare. Grazie mille per averci dato questa possibilità di parlare di quello che noi amiamo!
Grazie Francesco e grazie Matteo per la vostra cortesia e a tutti voi appuntamento con l’ascolto su : http://www.radiogreenstage.it/
(per tutte le altre info sulla radio e per l’ascolto dei podcast : http://www.radiogs.it/ )












lunedì 4 settembre 2017

“RADIO KILLED THE VIDEO STAR...ON MONDAY”
La rubrica “Radio killed the video star...on monday” si occupa di quelle radio (web-radio e fm-radio) che gratuitamente offrono spazio alla musica emergente / indipendente, nel tentativo di dare visibilità a certe sonorità per il solo piacere di farlo; con lo stesso piacere quest’oggi ospitiamo Roberta “Iladj” di RadioSCIA-

Ciao Roberta, innanzitutto grazie per aver accettato di parlarci di te e di Radioscia. La prima domanda è : parlare al microfono è l’unico modo per tenere fermo chi ha il ritmo del ballo che scorre nelle sue vene?
Chi come me ha il ritmo che scorre nelle vene, ama ballare e il microfono non potrà mai     sostituire il movimento, i passi e tutto quello che riguarda la danza. Io ho sempre ballato fin da piccola e la musica per me è stata, ed è tuttora, un toccasana. Sei triste? Metti le cuffie e passa tutto, magari anche sfogandoti piangendo...Sei felice? Rimetti le cuffie e sfoga tutta la gioia che hai a ritmo di musica. Io ballo anche se sono seduta davanti al microfono o davanti alla console quindi per me, stare ferma anche se sono in diretta, o mentre parlo al microfono è una cosa       veramente impossibile. Al microfono parli di musica ed esprimi a voce quello che trasmetteresti ballando.
La musica e la radio sono due delle passioni che ti accompagnano fin da quando eri bambina; ricordi ancora quali sono le canzoni che più ti piaceva ascoltare alla radio? E…ti sintonizzavi su una sola stazione radio o cambiavi frequenza di continuo alla ricerca della giusta musica?
Ricordo benissimo le canzoni che ascoltavo da piccola. Spaziavo su tutti quei ritmi che mi facevano muovere la testa e da li le braccia, le gambe e tutto il resto del corpo. Era la musica degli anni 90, tutta dalla A alla Z.    Mi viene da ridere perché hai fatto una domanda che identifica veramente il mio essere     interiore...Non sono mai stata ferma su un'unica stazione radio, cambiavo sempre canale alla ricerca delle canzoni che mi piacevano. Addirittura le registravo con il mangiacassette e, quando non riuscivo a capire il titolo, correvo con la cassettina registrata nel negozio di musica sottocasa per farmi dire il titolo e poi acquistare il pezzo. In genere erano mix in vinile che conservo tuttora gelosamente, addirittura numerati in    maniera maniacale.
Nella tua biografia si legge di come naturalmente tu abbia iniziato a ballare al ritmo della musica però non viene raccontato come sei finita per la prima volta dietro un microfono…qualche aneddoto a riguardo?
Avevo 15 anni quando in Puglia, in vacanza dai miei zii, mia cugina aveva vinto un concorso che riguardava  Eros Ramazzotti e doveva ritirare il premio negli studi di una    nota radio locale di Castellana Grotte in prov. di Bari. Da quel momento, per tutta la vacanza, ho passato diversi giorni (obbligando mia cugina a seguirmi), proprio in regia (guardando solamente) e, qualche volta ho fatto qualche saluto al microfono che ai tempi mi terrorizzava, mi vergognavo tantissimo. Poi, qualche anno fa, un amico aprì una web radio in una chat e dal momento che stavo passando nella vita un periodo bruttissimo, ho chiesto di poter entrare nello staff, per "svagare e pensare un po’ meno", così il 3 Dicembre 2009 ho svolto la mia prima terrificante diretta.
All’interno di Rascioscia tra le altre cose ti occupi anche di musica emergente, secondo te com’è lo stato di salute della musica inedita prodotta oggi? Riesce a fare emozionare anche una esperta di musica come te?
La musica emergente emoziona moltissimo perché arriva da ragazzi che credono in quello che fanno. Sono moltissimi i giovani che ci contattano per chiedere di divulgare la loro musica ed è veramente emozionante leggere i loro commenti mentre si riascoltano, raccontati o descritti in diretta da un'altra persona che presenta i loro brani. Le canzoni che ci passano, sono generalmente scritte da loro stessi. E' come se          raccontassero attraverso la musica la loro vita, i loro pensieri, le loro emozioni e la loro passione, con una bravura indescrivibile. Musica inedita ne esiste tantissima, credo che non basti il tempo che abbiamo per divulgarla tutta.
Pensi ci siano differenze sostanziali di genere, di qualità, di approccio verso la musica o quant’altro tra quello prodotto attualmente rispetto al passato?
La musica, è sempre la musica. Logicamente è migliorata rispetto al passato per la tecnologia e l'uso di tecniche o strumenti esistenti oggi.   Credo però che ci sia un netto ritorno alla musica italiana, di ottima qualità e con miscele di strumenti veramente belli da ascoltare.
Il tuo pensiero sui talent da cui esce tanta della nuova musica?
Il talent show, secondo me, è un accelleratore di carriera. Non sempre, però, premia la bravura. Spesso viene portato in finale (se non alla vittoria), il personaggio più bello piuttosto che l'artista più bravo. Se devo definire un talent, userei la frase VOCE/CARNE DA MACELLO, dove non esiste una vera giuria di esperti, (se non in pochi casi),ma gente dello spettacolo già conosciuta, che in quel preciso momento, magari, ha bisogno di visibilità, per cui diventa vocal coach o copre ruoli simili. Credo fermamente, che la musica, quella vera, necessita di studio e di continuo aggiornamento, anzichè la vittoria di un talent show che senza nemmeno sapere chi sei, o solo per aver vinto quell'edizione, ti porta su palchi importanti direttamente con l'ascensore, senza passare per le scale. Sono pochi i vincitori che hanno mantenuto tali il loro percorso.
web radio o radio fm?
Assolutamente web radio. A differenza della radio fm, la web radio, viene ascoltata anche oltre confine nonostante le grosse difficoltà e le spese che richiede per essere mantenuta. Se poi dobbiamo parlare di ascolti, purtroppo si inizia ad ascoltarci tra noi, si passa a farsi ascoltare dagli amici, dai parenti e via dicendo si cresce sempre di più. Non dimentichiamo mai che una web radio, non ha all'inizio (e forse mai avrà) gli ascolti di una radio fm, per via degli operatori con cui ti colleghi ad internet...spesso ci siamo trovati in ascolto una sola persona, ma quello che ho sempre pensato io, è che si rispetta quella persona come rispetti i 1000 in ascolto, proprio per il tempo e la pazienza che ti dedica in quel momento. Ribadisco ancora ASSOLUTAMENTE WEB RADIO!!!!
Una delle cose più apprezzate sul web sono i podcast e Radioscia nel suo sito ne ospita parecchi, la diretta pian piano verrà soppiantata dalla registrazione del programma?
Il podcast è il modo per far riascoltare le dirette a coloro che in quel momento non possono essere presenti. Gli artisti stessi, ad esempio, che spesso mentre si svolge la diretta su RadioScia svolgono un loro concerto, com'è successo con Andrea Mirò che la sera stessa era ad un suo festival con il marito Enrico Ruggeri. Abbiamo programmato, in quel caso, la telefonata in diretta, nel momento della pausa e, la cantante, si è riascoltata dopo il suo evento,,,questo grazie al podcast. E' inoltre un biglietto da visita per la radio stessa. Spesso mi capita di essere contattata da artisti che mi chiedono come si svolgono tali eventi... li invito a sbirciare sul sito della radio, alla pagina PODCAST, proprio per farsi un'idea del lavoro che svolge RadioScia per i cantanti. La domanda è se la registrazione soppianterà la diretta.... assolutamente no! Il podcast arriva dalla diretta stessa, viene dopo, è la registrazione dell'evento appena terminato. Voglio anche precisare, che tutti gli speaker o dj di RadioScia, svolgono il proprio lavoro, assolutamente in diretta e i podcast che ultimamente ci propongono come riempimento del palinsesto, cerchiamo di evitarli e rifiutarli, proprio perché diamo importanza alla spontaneità, all'inventiva, alla fantasia, alla professionalità e al programma della persona che, in quel momento, regala il suo tempo alla radio stessa.
Hai un programma nel cassetto che non hai ancora realizzato ma a cui stai pensando?
Si, ho un programma nel cassetto che vorrei riuscire a realizzare. Io nella vita sono un'infermiera professionale e mi piacerebbe aprire in radio una rubrica che parli di salute e prevenzione, non tralasciando la musica, protagonista assoluta. Abbiamo in progetto una rubrica di sessuologia con l'intervento di esperti professionisti in diretta e, speriamo di realizzare entrambe le rubriche a breve.
Il tuo consiglio a chi ha intenzione di produrre musica propria prima di iniziare a presentarla al pubblico o alle web radio?
Io non sono un produttore di musica, sono una semplice speaker che si presta a divulgare in radio la musica di chi è in grado e di chi ha la capacità di farla ma, dalla mia esperienza, posso permettermi di dire che chi vuole produrre e divulgare i propri prodotti musicali, deve studiare tantissimo e insistere senza mollare mai. Ho conosciuto diversi artisti, oggi famosissimi, che a questa domanda, hanno risposto la seguente: "Di pugni in faccia ne ho presi molti, ma non mi sono mai arresa/o perché chi si arrende, non crede nel proprio lavoro e nella propria passione." Come speaker, posso dire che l'emozione è quella che gioca di più in assoluto, perché se un testo, un brano o una melodia emozionano te stesso, è certissimo che emozionerà tutto il pubblico in ascolto. Quindi, ai ragazzi, posso solo consigliare di studiare il più possibile e di aggiornarsi alla ricerca di nuovi stili, nuove tecniche e nuovi progetti da inviare a RadioScia, che sarà lieta di trasmetterli in diretta o in regia.
Chi volesse sottoporre la propria musica per poter essere messa in programmazione su Radioscia in che modo può contattarvi?
Per contattare RadioScia, basta scrivere una mail all'indirizzo radioscia1@gmail.com oppure contattare me su fb al contatto Roberta IlaDj oppure telefonare al numero 373 7272127
Per salutarci : chi ci consiglieresti di andare subito ad ascoltare fra i nuovi artisti che ti è capitato di passare in radio?
Non sono solita fare nomi o preferenze, per me gli artisti sono tutti bravi perché offrono all'ascoltatore le loro emozioni, come ho detto prima. Se proprio devo fare un nome posso dire FRANCESCO FOTI che è un giovane cantautore, amico carissimo, persona che sa fare emozionare anche al telefono con la sua voce, anche non cantando. Comunque invito tutti gli artisti e non, ad andare a visitare il sito www.radioscia.com alla pagina podcast, dove sono inserite le registrazioni di tutte le dirette (rigorosamente live), con interviste telefoniche di gruppi, cantanti, scrittori  poeti e artisti in generale. Mi permetto di ringraziare Silvano Staffolani, per l'iniziativa e per il tempo che dedica a tutte le radio che trasmettono musica emergente e/o indipendente. Un grazie da parte di tutto lo staff di RadioScia WebRadio. Roberta/IlaDj



Grazie a te Roberta e a tutti voi appuntamento con l’ascolto su : http://www.radioscia.com/




    





lunedì 28 agosto 2017

“RADIO KILLED THE VIDEO STAR...ON MONDAY”

La rubrica “Radio killed the video star...on monday” si occupa di quelle radio (web-radio e fm-radio) che gratuitamente offrono spazio alla musica emergente / indipendente, nel tentativo di dare visibilità a certe sonorità per il solo piacere di farlo; con lo stesso piacere quest’oggi ospitiamo Fabio “AnarchyBrain” Varrone che su Extraradio si occupa del programma “suoni emergenti”

Fabio tu sei parte del mondo musicale da diversi anni, sia come musicista / discografico che scopritore di nuovi talenti e dunque attento ascoltatore; ricordi ancora le prime canzoni che ti hanno fatto innamorare facendo diventare la musica una grande passione?

E’ cominciata da bambino quando mio padre mi faceva ascoltare The Rokes, Equipe 84, Dik Dik e altri, ma la svolta è arrivata quando uscì il telefilm Love me Licia, perché anche se quei ragazzi in tv suonavano in playback mi hanno fatto sognare e mi hanno dato la spinta per dedicare la mia vita alla musica.
E l’inizio come musicista? Con quale strumento?
Ho scritto la mia prima canzone a 6 anni, accompagnandomi percuotendo un cuscino (non avevo percussioni ero troppo piccolo), ma a 12 anni mio padre per natale mi regalò una chitarra classica e da li è partito tutto. Poi a 14 anni scoprii sedendomi dietro ad una batteria di saperla suonare, pur non avendo mai toccato le bacchette prima di allora. Mio cugino scherzando mi diceva che essendo nato il giorno dopo la morte di John Bonham dei Led Zeppelin ero la sua reincarnazione, ovviamente scherzava.
La musica nel passato ha trovato il suo palcoscenico ideale all’interno della radio, al giorno d’oggi può ancora esserlo?
Certamente, basta guardare quante radio ci sono al giorno d’oggi e quante danno spazio alla musica emergente come Extra Radio ad esempio. Ovviamente nei grandi network questo è impossibile, in quanto prendono soldi dalle case discografiche per passare un brano 30 volte in un giorno ma non ci si deve mai fermare, si deve sempre cercare perché ci sono spazi dedicati ai giovani artisti anche se la ricerca richiede tempo, ma se uno sa come muoversi sul web di sicuro troverà tutto quello che potrà essergli d’aiuto riguardo alla sua musica, radio comprese!
Il microfono non serve solamente per cantare ma per trasportare la voce ovunque e infatti tu con la voce sai arrivare ai tuoi ascoltatori come se ogni parola fosse rivolta solo ed esclusivamente al singolo anziché ad una indistinta platea. Questo succede quanto a passare, insieme alle parole, sono anche le emozioni. Impieghi molto tempo a preparare i testi o riesci tranquillamente ad affidarti all’improvvisazione?
Non ho mai preparato una trasmissione perché non mi piacciono i copioni o i testi da recitare, credo che la radio sia spontaneità. Non si può fingere con chi ti ascolta perché il pubblico è molto attento e capisce se stai recitando o meno. Inoltre bisogna avere una buona parlantina e prontezza di riflessi, ad esempio potrebbe succedere che un file audio non funzioni correttamente dopo averlo annunciato e li bisogna sapere subito come intervenire. Lo stesso può accadere per qualsiasi altro tipo di imprevisto. Poi ci sono alcuni che si definiscono speaker che non si rendono conto che in radio ci vuole velocità e ritmo, molti di questi speaker invece sembrano in preda alla lentezza durante una trasmissione, dicendo spesso le classiche lettere di sospensione infinite tra una frase e l’altra come : “Eeeeeeeeeeeeeee”  oppure  “Mmmmmmmmmmm”. Questo non va bisogna riuscire a tenere il pubblico incollato agli altoparlanti per farsi ascoltare altrimenti se c’è troppa lentezza chi ti ascolta sicuramente presterà attenzione per 10 minuti al massimo e poi cambierà stazione radio.
Meglio il Fabio Varrone musicista o il conduttore radio?
Sono entrambe due rompicoglioni pazzeschi perché ci tengono troppo a quello che fanno che dedicano tutto il loro tempo a quello che fanno e questo spesso non viene capito da chi ti sta vicino (amici, parenti ecc.)
Veniamo alla musica emergente e al suo stato di salute, le “novità” musicali secondo te sono le stesse durante gli anni? Cambiano forse i generi, o gli atteggiamenti degli artisti, o il modo di approcciarsi al mercato musicale…insomma tra la musica di chi era definito emergente qualche anno fa e gli attuali ci sono differenze sostanziali?
Purtroppo si, vedo molti giovani artisti che tentano di imitare i modelli pop americani, sia come voce che come movimenti sul palco, adesso vanno di moda queste canzoni di plastica pre confezionate fatte in studio con loop o campionamenti già pronti e poi si sente nelle loro canzoni che non c’è né anima, né sentimento né preparazione. Quando ero un ragazzo si andava in studio e se non sapevi suonare non potevi realizzare demo, perché si, c’era la possibilità di sovra incidere ma non si potevano correggere stonature o sbagli come oggi. I ragazzi che oggi cercando di imporsi nel mondo della musica hanno anche un atteggiamento da super star anche se hanno inciso un solo brano, si senza capire che ci vuole umiltà nel mondo della musica.
E le differenze a livello “umano” tra gli artisti emergenti e quelli affermati?
Nessuna, un artista famoso si sente al di sopra di tutti gli altri solamente perché crede che il suo successo sia dovuto alle sue capacità quando sappiamo bene che sono le case discografiche e le agenzie di spettacolo a far in modo di imporre la loro musica.  Ci sono artisti sconosciuti migliori di quelli famosi e che sono tre volte tanto più bravi di loro, ma non hanno modo di emergere perché come ben sai esiste una lobby musicale che impedisce agli artisti di emergere. In pratica sono le major discografiche che decidono chi, come e quando diventerà famoso…e per quanto. Ma esiste un mondo sotterraneo che comprende tutti i veri musicisti che spero presto farà tremare i grandi big.
E’ necessario per te che il tipo di musica di cui ti occupi ti piaccia per realizzare il programma o la tua curiosità riesce comunque a far sì che tu possa preparare una puntata di suoni emergenti anche parlando di generi a te distanti?
Io ascolto di tutto, non mi pongo limiti a livello musicale. Mi è capitato spesso di presentare band o artisti che con il mio genere non c’entrano nulla, ma appunto per questo è bene avere una preparazione musicale a 360 gradi e non fermarsi mai ad ascoltare un solo genere perché si può imparare da qualsiasi stile musicale. La curiosità è la chiave fondamentale nella musica, senza si rischierebbe di essere statici, invece anche diversi arrangiamenti e stili possono insegnare qualcosa.
In che modo in Italia, allo stato attuale, si può aiutare a far emergere i nuovi talenti?
L’unico modo credo siano radio ed emittenti tv libere che danno la possibilità ad artisti di qualsiasi genere di esprimersi. Ovviamente come ben sapete i grandi network sono al soldo delle case discografiche, agenzie pubblicitarie e di format televisivi scadenti. Ma esiste una parte dei media che per fortuna è ancora libera. Bisogna cercare li i propri spazi!
Il tuo consiglio a chi ha intenzione di produrre musica propria prima di iniziare a presentarla al pubblico o alle web radio?
Fregatevene degli standard musicali, dei giudizi, di quelle persone che vi diranno che la vostra musica dovrà essere conforme agli standard della musica attuale, di plastica che non sa di nulla. Inventate accordi, sperimentate il più possibile e raggiungete i confini estremi della vostra curiosità musicale. Fate quello che sentite e non preoccupatevi, ci sarà sempre chi apprezzerà il vostro lavoro.
Chi volesse sottoporre la propria musica per il programma suoni emergenti in che modo può contattarvi?
Può contattarci alla mail info@extraradio.it
Il tuo programma ancora da realizzare ma che continui a sognare?
Guarda, ho lavorato in molte radio e ho realizzato tutti i programmi che volevo fare, un programma che mi piacerebbe fare è quello che parla della mia musica, ma chissà se si potrà fare.
Grazie Fabio per la tua cortesia e a tutti voi appuntamento con l’ascolto su : http://www.extraradio.net




lunedì 21 agosto 2017


“RADIO KILLED THE VIDEO STAR...ON MONDAY”
La rubrica “Radio killed the video star...on monday” si occupa di quelle radio (web-radio e fm-radio) che gratuitamente offrono spazio alla musica emergente / indipendente, nel tentativo di dare visibilità a certe sonorità per il solo piacere di farlo; con lo stesso piacere quest’oggi ospitiamo Claudio Siepi e la sua “radio incredibile”
Claudio grazie per aver accettato di parlarci di “radio incredibile”, la prima domanda da farti non può dunque che essere : incredibile perché?
L'associazione Radio Incredibile costituita nel maggio 2009 è una piattaforma multimediale di musica e life sharing che utilizza la radio come strumento media educativo per l’ Espressione del territorio, la Media educazione e l’ Inclusione sociale.
Il punto di contatto tra questi contesti è l’attività di produzione radiofonica: un grande contenitore in grado di creare e alimentare contenuti unici e significativi nonché un canale di comunicazione per dare visibilità alle diverse realtà aggregative presenti nella regione Marche compresi spazi sociali
marginali o difficili.
Tu sei uno dei co-fondatori e responsabile per il laboratorio di idee, un laboratorio sempre in fermento vista la gran quantità di attività e di temi che passano per la radio. Si dimentica spesso che proprio la radio svolge un servizio sociale di educazione e vetrina del territorio, e i vostri microfoni sono del resto aperti a tante associazioni che del sociale fanno la loro ragione di vita, vista l’importanza del vostro operato riuscite ad avere nessun aiuto pubblico?
Per scelta fondante abbiamo sempre declinato sponsorizzazione e non abbiamo mai richiesto donazioni dirette. Come tutti gli operatori del Terzo Settore, perché tali ci riteniamo, riusciamo a portare avanti il nostro operato grazie al sostegno di Bandi Pubblici e Privati. Non è moltissimo, ma rappresenta la nostra linfa vitale.
Pensi ci siano sostanziali differenze tra la web radio e la radio fm? E secondo te la prima finirà per sostituire la seconda o possono convivere ancora per molto tempo?
Il cinema non ha ucciso il teatro, lo ha cambiato. La televisione non ha ucciso il cinema, lo ha cambiato. La radio via web, più che il concetto limitante di web-radio, è un’estensione della vita radiofonica, non una sua sostituzione. Come ha scritto Cirri nel suo ultimo libro, la radio, intesa come mobile/elettrodomestico/momento aggregante non esiste più da tempo, ma rinasce in mille dispositivi diversi. Non si può parlare di sostituzione, ma di evoluzione del media.
Differenze? La radiofonia web rappresenta sicuramente un’offerta più eterogenea e, passami il termine, schizofrenica di quella in etere. Trovi tanti prodotti di personalità e dirompenti, ma trovi anche tanta fuffa personale/autoreferenziale.
 
La possibilità di riascolto dei programmi (podcast) è sempre più gradita da chi pratica il web, tu preferisci la “diretta” o la registrazione per la successiva messa on line dei programmi?
Nel 2009 eravamo in pochissimi a credere nei podcast, eravamo considerati come fratelli minori e sfortunati dello streaming web. Ora le web-radio via streaming stanno morendo epidemicamente nello scontro con i prodotti web figli delle FM, mentre spopola il podcast (professionale, hobbystica, teatrale) che ha una maggiore compiutezza mediale e una migliore godibilità.
Il podcast sarà una sorta di biblioteca del futuro?
No, i podcast saranno, in alcuni casi già lo sono, un ulteriore spazio, un ulteriore settore della biblioteca tradizionale.
Ci si innamora prima della radio o della musica che la radio trasmette?
Visto che hai usato il verbo innamorare mi permetto di usare una metafora al femminile… Tutte le donne sono bellissime, tutte sono straordinarie. Ciascuna di loro ha un guardaroba. Per forza di cose un capo lo puoi trovare in più armadi; questo capo starà bene a qualcuna, meno bene ad altre.
Ma ci si innamora davvero una volta sola, di una donna sola e ricorderai sempre il vestito che portava quel giorno.
Radio Incredibile ha anche uno spazio per la musica inedita, chi volesse sottoporre la propria musica come può contattarvi?
Basta mandarci una mail a info@radioincredibile.com . Le leggiamo tutte e le ascoltiamo tutte.
Il tuo programma ancora da realizzare ma che continui a sognare?
Vorrei iniziare a fare radio di inchiesta, e sto partendo con due progetti, uno sulla legalità e uno sul ritorno, prepotente e violento, dell’eroina.
Grazie Claudio per la tua cortesia e a tutti voi appuntamento con l’ascolto su : http://www.radioincredibile.com/