lunedì 26 settembre 2016

proseguono le presentazioni del libro "l'erba dagli zoccoli" di Tullio Bugari dove partecipo con un contributo musicale. Sabato 24 settembre eravamo a Torino di Sangro, nel video è ben documentata una parte della serata - le canzoni sono : SU ALZATI MARIA (testo Tullio Bugari - musica Silvano Staffolani) e CALIBANO (testo William Shakespeare - musica Silvano Staffolani)




sabato 24 settembre 2016


ISTRUZIONI PER L'USO 

05 - LA RAGIONE
(testo e musica Silvano Staffolani)

Ridono di te 
stai attento che
li farai infuriare non appena si 
accorgono che
a te va bene così
e ti diverti di più
un scrollata di spalle
e dici "avete ragione"

Dicono di te
te ne stai da solo
e quanto li incontri
non saluti nemmeno
è che sei fatto così
non ci badi neanche
una scrollata di spalle 
e dici "avete ragione"

Ce l'hanno con te
che cosa nascondi e pretendi
di saperne di più
e prenderti gioco di loro
e mentre picchiano duro
e ridono sempre di più
hai la forza ancora per dire
"no! non avrete mai ragione"






venerdì 23 settembre 2016


ISTRUZIONI PER L'USO 

04 - VALSE DU RETOUR 
(strumentale : musica Silvano Staffolani)

taluni sostengono che il tempo del valzer in 3/4 sia quanto di più vicino possibile al tempo del battito cardiaco per cui, ai malati di cuore, ogni ballo è proibito ad eccezione del valzer ;

taluni sostengono che la rivoluzione sessuale non ha avuto inizio con il 1968 ma molto prima, quando per la prima volta un uomo e una donna in coppia hanno ballato un valzer ;

taluni sostengono che il ritmo del valzer riesca a incantare chi lo pratica imprigionandolo in un vortice che non termina con il finire della musica ;

taluni sostengono di non aver mai ballato, solo perché non hanno mai ballato un valzer ;

taluni sostengono che il primo mancamento di cui si ricordano è quello provocato da un veloce giro di valzer :

taluni dovrebbero parlare di meno e ballare di più ;

taluni non vedono l'ora di partire solo per poter poi tornare ;

per tutti loro questo è il VALZER DEL RITORNO 





ed ecco l'indirizzo diretto dove poter scaricare l'album intero ; 

mercoledì 21 settembre 2016


XII Premio Nazionale Renato B. Fabrizi - ANPI Osimo

con il Patrocinio del Comitato Nazionale ANPI, del Comitato Regionale e della Fondazione Sandro Pertini


Gli emeriti che ritireranno personalmente il premio domenica 25 settembre presso la sala del Consiglio comunale di Osimo saranno:


Felice CASSON (già magistrato della Corte di Cassazione)
Sandra BONSANTI (giornalista, già presidente di Libertà e Giustizia)
Centro Studi "Joyce Lussu" (ritirerà la presidente Grazia Picciotti Vergari)
Caritas Italiana (ritirerà il responsabile nazionale Sergio Pierantoni)



La conduzione, come da tradizione, sarà affidatata a Chiara PRINCIPI (giornalista di Radio Arancia)


Intermezzi musicali a cura di Silvano Staffolani


e le parole si caricano ulteriormente di significato quando ad ascoltarle ci sono le "istituzioni". In questa occasione ho scelto di cantare "Pierosara", "Gloria e il fante" e "Su alzati Maria"








martedì 20 settembre 2016


ISTRUZIONI PER L'USO 

03 - IL CANTIERE DEI SOGNI
(testo e musica Silvano Staffolani)

Sogna l’architetto
sogna il gatto sopra il tetto
sogna il bimbo dentro il letto
sogna chi ha il cuor contento

Ieri ero in una nave, in compagnia dei marinai
oggi tra clown e giocolieri sto in un circo e non penso più a ieri
ma se capita mi cambio il trucco e in un attimo sono qualcun altro
se ci credi basta un istante e sarai chiunque tu vorrai.

Ieri ero un gran dottore, oggi sono un un truffatore
cavaliere che va a liberare la regina chiusa nella torre
tutti noi in fondo siamo fatti della stessa sostanza dei sogni
ci vedi ci puoi sentire insieme a recitare.

Sogna l’architetto
sogna il gatto sopra il tetto
sogna il bimbo dentro il letto
sogna chi ha il cuor contento
e lo fa con piacere
non lo fa per dovere
senti quanto rumore
siamo dentro una cantiere
Il cantiere dei sogni.

“il cantiere dei sogni” è il nome della compagnia teatrale attiva all’interno dell’istituto “Lega del filo d’oro” e alle cui attività partecipo come volontario da diversi anni. Gli spettacoli sono realizzati con gli ospiti dell’istituto, operatori e volontari e una parte importante è sempre occupata dalla musica. In diverse occasioni all’interno sono finite mie composizioni come nello spettacolo “La Tempesta”, una rilettura del testo di William Shakesperare portato in scena nel 2014 e per cui ho tradotto e musicato alcuni versi del testo originale (“Ariel” e “Calibano – la canzone della libertà”); l’ultima nostra produzione è una rilettura del mito di Orfeo e Euridice (la foto è tratta da un momento dello spettacolo) e all’interno ci sono diverse mie canzoni, questa sarà la sigla finale cantata da tutti gli attori. La musica diventa elemento sensoriale attraverso cui veicolare e trasmettere sensazioni, che in fin dei conti è lo scopo essenziale di ogni forma d’arte.




lunedì 19 settembre 2016


ISTRUZIONI PER L'USO 

02 – CHI MI HA UCCISO?
(testo estrapolato dal libro “Chi mi ha ucciso?” di Giancarlo Trapanese – musica Silvano Staffolani)

"Scuserete questo sguardo un po’ sorpreso ma
ho come l’impressione di essere già stato qua
e dunque se potete togliermi dall’imbarazzo di
ricordare i visi ma non i vostri nomi.
Gradirei poi sapere perché
tutti sembrano aspettare me
e se questo poi è un arrivo
non mi risulta di esser mai partito.
Il tempo può scorrere da ieri a domani
ed anche al contrario per cui capirete se
mi ritrovo un po’ confuso non so dove sono
ma so solo che è la prima volta che vivo davvero.
Gradirei poi sapere di te
dell'amore alla tua epoca
fin dove potremmo mai arrivare
e se spazio e tempo
ci potranno mai fermare.

Sì da qui…no non usciamo più."

CHI MI HA UCCISO? recensione del libro di Giancarlo Trapanese (italic pequod edizioni - 2015)
(già apparsa su questo blog in data 14 dicembre 2015)
Metti che ti presentino un libro il cui soggetto è “invito a cena con delitto”, la prima cosa che puoi pensare è che il tutto sarà estremamente banale e scontato visto quanti altrettanti scrittori si sono cimentati proprio con un argomento simile; può esserci la possibilità che, dato il punto di partenza, il tutto possa svilupparsi in maniera originale e/o comunque appassionare il lettore che viene a trovarsi tra le mani il volume scritto dall’autore Giancarlo Trapanese?
L’autore...e già, qui cominciano le prime sorprese perché abbiamo un autore certo che è proprio il suddetto giornalista scrittore ma, fin dalle prime pagine, si entra in contatto con un altro autore (e di quest’ultimo non ci è dato sapere il nome) ed è il misterioso latore delle lettere che alcuni personaggi hanno ricevuto, missive in cui li si invita a passare un fine settimana in una villa dove avrebbero ricevuto importanti comunicazioni a loro riservate.
I personaggi...ovviamente se c’è un autore ci sono anche i personaggi, si può però avere la certezza di sapere a quale categoria apparteniamo?
Si capisce fin dalle prime pagine che non troveremo niente di così rassicurante come una storia già letta, e se ci si aspettava una rilettura del classico giallo con il maggiordomo che ha sempre tutte le colpe ebbene la sorpresa è doppiamente piacevole perché la storia prende subito strane pieghe, a volte metafisiche, e ogni qualvolta finalmente si ha la certezza di aver dissipato la matassa e scoperto per primo il perché...ci troviamo di punto a capo.
Non c’è il timore si svelare la trama se si racconta che, ebbene sì, c’è una villa isolata, ci sono gli invitati a cena e...c’è un delitto ma tutto questo diviene una sorta di ricamo intorno alle vicende che, in qualche modo sono vicende dove qualsiasi lettore può riconoscere un po’ di sé stesso. I personaggi sono tutti ben identificati nei loro caratteri (sarà forse perché sono personaggi che provengono da altri libri?) e sembra di conoscerli da sempre, lo scrittore veramente grande è quello che con poche parole riesce a farti “vedere” ciò di cui sta parlando e in questo caso capiterà più volte di sentirsi osservatori presenti molto ma molto da vicino.
Le domande che man mano leggeremo nei dialoghi sono le stesse che spesso tutti noi ci facciamo, e magari alcune riflessioni ci aiuteranno ad avere alcune risposte che mai ci sono arrivate.
Possiamo sentirci vicini a qualcuno distante nello spazio e/o nel tempo? Possiamo cambiare in qualche modo il nostro destino o influenzare quello di chi abbiamo vicino? E’ data a tutti questa possibilità?
Giancarlo Trapanese prova a farci ragionare sull’argomento e fornisce alcune indicazioni utili affinché possiamo trovare la risposta più giusta per ciascuno di noi e che è possibile solo con la dovuta attenzione ai particolari che una vita troppo distratta spesso non considera.
Partendo da quella che potrebbe sembrare dunque una banalissima cena con delitto si arriva a concepire una storia sorprendentemente originale dove il tempo e lo spazio si fondono e il presente corre il rischio di dilatarsi cancellando ogni possibilità di futuro, non è forse una paura comune?
Vi renderete conto una volta terminato il libro che è già tempo di riprenderlo in mano, perché i personaggi che ci hanno salutato solo alcuni istanti fa attendono solo noi per tornare in vita, mica per una stanca e inutile ripetizione bensì per una ulteriore “parallela” possibilità.
Buona lettura.




domenica 18 settembre 2016


ISTRUZIONI PER L'USO 
01 – INTRO (Gesualdo Bufalino)
“D’altra parte…io voglio ribadire una cosa, che anche l’arte più apparentemente disimpegnata può essere più socialmente attiva e provvidenziale di altri testi che si prefiggono in modo preciso e pedagogico questa funzione; il dolore dei poeti non è mai inutile.”

Gesualdo Bufalino (Comiso 15 novembre 1920 – Vittoria 14 giugno 1996) non è stato solamente uno scrittore siciliano, probabilmente la grandezza delle pagine da lui scritte ne fa uno dei più grandi scrittori di cui l’Italia può vantare il privilegio di aver visto nascere, vivere e operare nel suo territorio. Prima ancora di divenire un celebrato letterato è stato un amante e assiduo frequentatore della letteratura, profondo conoscitore di questa arte e amico dei libri. Come tanti altri ha tenuto per anni nei suoi cassetti quello che era solito scrivere, le parole che una dietro l’altra formavano un percorso compiuto e indicavano tante vie da percorrere; quasi tutte illuminate dal sole e caratterizzate da quella forte calura tutta siciliana fatta di strade polverose dove ogni sasso racconta una storia, che parte dall’antica Grecia e che continua in un divenire immutabile eppure nuovo e ancora da scoprire in un oggi interminabile. Lui tanto bravo a dare voce pressoché a qualunque cosa, pensiero o persona, si ritrova ora (a sua insaputa, chissà che ne avrebbe detto) ad accogliere l’ascoltatore in questo vestibolo virtuale da cui si dipaneranno diverse strade, una per ogni canzone che andrà a seguire, continuando a tirare il filo di questa matassa di storie tutte da raccontare…e che stanno per iniziare…mettetevi comodi.   


giovedì 15 settembre 2016

Dove tutto è regolato da permessi e dove tutto ha senso solo se munito di certificazione, dove non importa come ottenute ma ciò che conta sono le autorizzazioni, dove il “non puoi” sostituisce sempre e comunque il “se vuoi”, dove “ah ma prima devi fare quest'altra cosa”, dove “mi spiace ma non è questo il momento”...è proprio lì che senza preavviso compare l'abusivo. E quando ABUSIVO è il titolo di una raccolta di canzoni come potranno essere questi brani? Per saperlo scaricatevi gratuitamente il mio nuovo album disponibile a partire da quest'oggi sul sito www.littlebittyrecords.com