domenica 29 maggio 2016



Ecco i suoni che dalle Marche partono verso ogni possibile destinazione perché i confini non esistono per chi non si pone limiti. Come la morfologia terrestre di questa regione comprende ogni tipologia possibile è così anche per il carattere dei suoi abitanti che non manca di riflettersi anche nell’arte e nella musica che viene prodotta, sempre e comunque un vero “suono di marca” e di cui qui si va a trattare.   
BUBAMARA
Ivor Pop - mandola/vocals
Steve Ford - percussion
Dave Haskins- bass


“...le Marche? Ma ne sei sicuro? Guarda che non ci troviamo mica in questa regione anzi: non ci troviamo neanche in Italia...siamo un po’ più  su: nel Regno Unito, a metà strada tra Manchester e Edimburgo quindi che c’entrano i Bubamara con “suono di marca”
“Come che c’entrano, e poi chi l’ha detto che ci troviamo in un luogo così ben definito? Ci troviamo dove poggiamo i nostri piedi o meglio ancora siamo dove siamo arrivati tanto quanto siamo ancora dove siamo partiti poi...non si può mai appartenere ad un solo luogo”
“di questo passo vorresti forse dire che non abbiamo nazionalità?”
“Certo che ce l’abbiamo una nazionalità ma se la nazionalità è chiudersi in un confine senza mai uscirne meglio è rinunciarci subito”
“e ma allora senza confini ciascuno può andare ovunque senza essere controllato e pretendere di portare e prendere ciò che vuole”
L’arte e gli artisti non appartengono a nessuno se non all’umanità, e a questa danno voce. A volte le lingue in cui tali voci si esprimono sono molteplici e come i geni che compongono un qualsiasi dna alla fin fine si combinano tra loro e danno vita a...un risultato sonoro che tutto comprende, racconta una parte del passato e mostra un po’ del futuro mentre risuona il presente.
“come se quello che prendi potesse essere di proprietà di qualcuno e quello che porti fosse davvero tuo”
“così non è?”
Si può avere una appartenenza a territori più vasti di quelli rappresentati da una sola bandiera, e chi frequenta la musica si trova costantemente a ritrovare le proprie radici in luoghi molto distanti da quelli dove è nato, come uno specchio dove riconosci la tua immagine anche se non è quello di casa tua...perché dovrebbe essere altrimenti? E allora risulta molto facile cantare canzoni e suonare note nate in un qualche altrove ma che diventano anche nostre, perché si capisce che non potrebbe essere altrimenti, contenevano e contengono una parte di noi...dove siamo stati finora che non ce ne siamo mai accorti? Possiamo suonare la musica composta e suonare da chi non parla la nostra lingua? La musica parla tutte le lingue perché in tutte le lingue si può capire.
“stiamo parlando di musica e musicisti, pensi davvero che possano appartenere a qualcuno?”
“tutto e tutti hanno un proprietario”
Ecco che Ivor Pop - Steve Ford - Dave Haskins - perfetti viaggiatori dal solo bagaglio a mano, decidono di “essere” il suono del mediterraneo e in particolare modo dell’adriatico chiuso tra balcani, sud Italia e Grecia...come una nave, sicuramente pirata, che vaga di costa in costa e di porto in porto per far scendere l’equipaggio a fare festa...un approdo che ovunque trova il benvenuto.
Bubamara, che in serbo croato significa coccinella, un piccolo e colorato insetto che sfoggia solitamente un bel colore rosso e punti neri, stesso colore del curioso copricapo che prende in nome di “fez” e che ha sulla sommità un cordoncino nero; eccoli i due simboli del trio che sotto questo nome vaga al suono di mandola, basso e percussioni.
“in tanti ci provano a rivendicarne la proprietà ma la musica è il suono stesso della libertà per cui puoi metterci sopra tutti i timbri che vuoi, saranno cancellati e dimenticati prima ancora della fine di una canzone di quelle di breve durata”
“e certo allora non dovrebbero esistere gli inni nazionali”
“allora hai capito perfettamente”
Ivor Pop, girovago per l’Europa, ha saputo raccogliere gli umori e i suoni di chi l’ha ospitato e ovunque è stato attento ascoltatore prima per diventare poi squisito narratore.
Steve Ford e Dave Haskins sono perfetti per completare con la loro ritmica il pulsare dell’appassionato cuore di Ivor.
L’omaggio, da non confondersi con i tributi tanto in voga al momento, tanto sterili quanto privi di qualsiasi vera passione, è uno di quelli di chi vuol far scoprire agli altri ciò che più ama. In questo caso le sonorità delle coste del mediterraneo, così distanti dall’Inghilterra, in quest’isola approdano per ripartire immediatamente. Siamo in un mondo globalizzato e seppur “residenti” dalle parti di Durham i Bubamara sono tranquillamente arrivati (o meglio dire ritornati?) in Italia a farci sentire quello che hanno appreso e come sono riusciti a renderlo con un loro personalissimo stile.
Alcuni titoli :
Kalinifta - Lu Core meu - Pizzica di San Vito - Tarantella del Gargano, e siamo in pieno e magico Salento con le sue antiche pizziche
Il repertorio non è però unicamente dedicato all’Italia spostandosi, come si diceva, da una sponda all’altra dell’adriatico.
Questa è la loro pagina facebook dove poter trovare ogni altra informazione : https://www.facebook.com/Bubamaramusic/?fref=ts
e da qui è invece possibile ascoltarli :

p.s. sapevate che i punti neri che la coccinella porta sul dorso sono sette? Come le note musicali...